IL CENTRO VITIVINICOLO BRESCIANO AL VINITALY

IL CENTRO VITIVINICOLO BRESCIANO AL VINITALY

di Luigi Del Pozzo

Come da consuetudine anche per l’edizione del 2000, la 34ª, il Centro Vitivinicolo Bresciano sarà presente al più importante appuntamento vinicolo nazionale e fra i più importanti del mondo: Vinitaly. Una presenza che quest’anno, finalmente, dopo anni di infelice dislocazione vedrà il padiglione Lombardia collocato proprio all’ingresso del polo espositivo ospitato in una tensostruttura di circa 5000 metro quadrati.

Fra i protagonisti vi saranno certamente i vini bresciani tradizioni nobili e celebri visto che la loro presenza in molti casi risale a molti secoli orsono. Lo stesso Assessore provinciale all’agricoltura e presidente del Centro Vitivinicolo, Giampaolo Mantelli, ha espresso grande soddisfazione per questa nuova collocazione e soprattutto per la maggior entità di spazi concessi sia all’intera Lombardia sia ai prodotti bresciani.

Ai vini bresciani è stato assegnato nel padiglione Lombardia il 23,2% della superficie subito dopo l’Oltrepò pavese con il 45,0%. Gli stands bresciani, Franciacorta esclusa, raggruppati e coordinati dall’Ente Vini sono 21 ai quali sommati i due spazi istituzionali riservati al Consorzio Tutela Lugana e al Botticino. Giustamente il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha di recente sottolineato che la Lombardia è la regione con maggior numero di DOC con un 7% della produzione nazionale DOC ed un patrimonio produttivo di oltre 27 mila ettari capaci di fornire annualmente oltre un milione e mezzo di ettolitri di vino 800 mila dei quali DOC e DOCG.

“La Provincia di Brescia ha, con il bilancio recentemente approvato per il 2000, dato un ruolo diverso all’agricoltura bresciana che non è esclusivamente quello relativo al comparto agricolo ma da tramite anche per altri argomenti e settori attraverso un rapporto singergico di interventi, non solo di carattere economico, ma anche di coordinamento fra gli Assessori all’Agricoltura, al Turismo, alla Cultura e in parte anche allo Sport, come ad esempio …

La motorizzazione dell’Italia nel periodo bellico

La motorizzazione dell’Italia nel periodo bellico

TIMESTAMPS

A partire dalla metà degli anni ottanta la concorrenza internazionale si fa sempre più intensa, per tre ordini di motivi: la globalizzazione, vale a dire l’ampliamento dei mercati a livello mondiale per effetto dell’allentamento delle barriere commerciali; la comparsa, in alcuni paesi emergenti, di nuovi competitori; le forti perturbazioni economiche che hanno reso instabili i mercati.

Oggi nei paesi industrializzati il mercato dell’auto è un mercato di sostituzione. Inoltre la domanda è fluttuante e imprevedibile, e gli acquirenti di automobili sono sempre più esigenti. Il prodotto non può più essere massificato: le imprese devono essere in grado di offrire una vasta gamma di modelli, ciascuno dei quali differenziato per colori, accessori e gadget, così da venire incontro ai gusti dei clienti.

Il programma di internazionalizzazione così come era stato concepito da Gianni Agnelli negli anni sessanta, riprende vigore nella seconda metà degli anni ottanta. La mossa più importante è la trattativa per la fusione con la Ford Europa, che avrebbe consentito la creazione di un polo dalla capacità produttiva di oltre tre milioni di vetture annue. L’operazione non va però in porto per le difficoltà sorte nella definizione degli equilibri proprietari del nuovo gruppo.

Da allora in poi la strategia di espansione internazionale della casa torinese è caratterizzata dalla tendenza a privilegiare accordi in cui la Fiat possa giocare un ruolo guida. La logica dell’assorbimento “forte” per esempio, presiede agli accordi del 1989 con il governo dell’Unione Sovietica per la realizzazione di uno stabilimento per la produzione di un’utilitaria, e alle trattative per l’acquisizione della svedese Saab, poi non concretizzatesi.

Un’altra opzione strategica perseguita dalla Fiat è quella di dilatare e consolidare le iniziative realizzate a vario titolo in passato: è il caso di Brasile, Argentina, Turchia e Polonia.…

Chi ha paura del bruco cattivo?

Chi ha paura del bruco cattivo?

Attualità

Il nemico è arrivato dalla Cina. Si chiama Piralide del bosso. Si tratta di una farfalla le cui larve si nutrono, appunto, di qualasiasi specie di siepe di bosso che incontrano sul loro cammino. ‘Anche stamattina moltissimi cittadini da tutta la provincia, dalla collina, dalla bassa reggiana, ci hanno chiesto informazioni su questa infestazione’. A parlare è Anselmo Montermini, direttore del Consorzio fitosanitario. Nel giro di pochi giorni le foglioline di un cespuglio possono scomparire divorate dai bruchi, il cui intento è immagazzinare cibo in quantità prima di chiudersi nelle crisalidi e iniziare la metamorfosi. L’infestazione è stata importata dall’oriente da vivaisti che inconsapevolmente l’hanno fatta giungere in Europa assieme alle piante acquistate.

‘E’ stata introdotta in Italia nel 2007, le prime segnalazioni risalgono al Piemonte in quell’anno, lentamente si sta diffondendo come purtroppo fanno tutti i nuovi alieni che arrivano nel nostro territorio’, spiega Montermini. Ad aggravare il problema il fatto che non solo di bosso questo lepidottero è capace di nutrirsi. ‘Sta andando anche su piante nelle prossimità di queste siepi di questi alberi. E’ abbastanza obiquitaria.’ L’invasione può portare in pochi giorni al disseccamento di intere siepi. L’invito è però quello di non allarmarsi eccessivamente.

Dal tono preoccupato sono tante le chiamate che anche i vigili del fuoco stanno ricevendo in questi giorni. Il 115 non è però il numero corretto da comporre. Meglio rivolgersi al Consorzio fitosanitario che può consigliare l’utilizzo di appositi prodotti. Alternativa a quelli fitosanitari è la via biologica, con l’impiego di un batterio, il Bacillus thuringiensis. La precauzione principale è di fare attenzione all’utilizzo di qualsiasi tipo di veleno. ‘Se usati male – conclude il direttore – possono dare seri problemi a chi li usa. Prima di passare a bombardamenti con insetticida meglio provare altri sistemi e prima di utilizzare un …

Antitrust a Rai e Mediaset: «No a uso call center per televoto»

Antitrust a Rai e Mediaset: «No a uso call center per televoto»

Per motivi di protezione Copyright non possiamo pubblicare annunci di software

Ricordati di segnalarci ogni variazione del tuo annuncio

0421-Vendo PC OLIVETTI 486 con monitor a colori ottimo per prima esperienza utilizzabile subito! comprensivo di vari programmi già installati Prezzo simbolico Lire 100.000. Tel. 0347/804662 Email: Roberta [email protected]

0420-Vendo lit.450.000 trattabili monitor 1705 Apple usato 6 mesi con manuali originali. Tel. 0348 2239571 Comini Marco Email: Giacomo [email protected]

0420-Cerco lettore scsi cdrom 2x interno, schede audiomedia e sample cell nubus, schede di acquisizione video qualitaÕ vhs in/out per nubus. Tel. 0289125440 Email: Sacha Petix [email protected]

0420-Vendo stampante a colori IBM 4079 PostScript 12 MB DI RAM, Lire 1.200.000. Tel. 0347/2107519 Email: Giacomo [email protected]

0419-Cerco modem interno usato per powerbook G3 wall street o PCMCIA minimo 28.800. Tel. 0182 646001 Email: Marco Testa [email protected]

0418-Cerco PowerBook G3/233 ottimo prezzo. Fatturabile Tel. 0033-609069940 Email: Aldo [email protected]

0413-Vendo Powerboook 180c schermo matrice attiva 10MB Ram HD 500 MODEM/FAX interno 14.400 con cavi per collegamento a monitor esterno+tastiera esterna+mouse+Monitor SONY 15″ colori tutto perfettamente funzionante a L. 1.200.000. Email: Typestudio [email protected]

0409-Vendesi computer portatile Apple Powerbook 1400c 166 mhz in versione completa con software vario e con un anno di vita e monitor Apple 21″ a colori il tutto a L. 3.700.000 non trattabili. Tel. 0033-609069940 Email: Prato Stefano etoile [email protected]

0409-Vendo PWBook 1400cs/166 praticamente nuovo con lettore cd e dischetti, espansione a 48MbRam, modem PCMCI 56kb incluso (solo lui 400gambe) a solo lire 1.800.000. INTERESSANTE – Email: Massimo [email protected]

0409-VENDO Stampante laser a colori A4 Apple LaserWriter 12/600 PS 600×600 Dpi con Color PhotoGrade a Lire 2.000.000 – Email: Studio Wise [email protected]

0407-Vendo Apple Macintosh 8100/80AV (con uscita ed ingresso video SVHS), RAM 40Mb, HD 540Mb L. 900.000. Telefonare allo 08187175- Email: EuBen [email protected]

0407-Vendo PowerMac 4400/200 48/2GB CD Monitor AV16″ Applevision Trinitron …

“Bisogna accontentarsidelle solite toppe”

“Bisogna accontentarsidelle solite toppe”

Attualità

Tutto inizia con una ragnatela, segnale inequivocabile del deterioramento delle strade e stadio precedente alla formazione delle buche, che in questo periodo, come tutti gli anni, attanagliano quotidianamente migliaia di automobilisti reggiani. Con le abbondanti nevicate che ci sono state, seguite dalle piogge, il problema si è aggravato.

“Dalle chiamate che riceviamo, verifichiamo che in corrispondenza di situazione climatologiche come quella di quest’anno, che perdurano nel tempo, c’è un’impennata delle chiamate”. A parlare è Alfredo Di Silvestro, dirigente del servizio manutenzione del Comune di Reggio. È lui a dirci che lo scorso febbraio le segnalazioni di problemi al manto stradale arrivate al numero dedicato (0522 456008) sono state 218. Una mole di chiamate destinata ad essere superata nel mese in corso.

In totale i chilometri di strade di cui si occupa l’amministrazione comunale sono 800. Un migliaio circa quelli di competenza della Provincia, mentre all’Anas spetta la manutenzione della tangenziale Nord, della via Emilia, e della statale 63. “Mediamente ogni anno – spiega Di Silvestro – spendiamo in manutenzione straodinaria circa 1,5 milioni di euro, mentre in manutenzione ordinaria sono 600 mila euro, purtroppo sono soldi che per il nostro patrimonio non bastano”

In tempi di magra per le casse degli enti locali, quando si presentano stagioni con precipitazioni appena sopra la media, diventa difficile far fronte ai crateri che si formano nelle strade. “Sarebbe opportuno fare consistenti interventi di rifacimento del manto stradale, questi però sono molto onerosi, dunque dobbiamo orientarci a vari tipi di interventi, ottimizzare, come giusto che sia, il risultato con la spesa, in relazione alle risorse che ci sono disponibili”.

Riempire e rattoppare è comunque un lavorare. E l’intervento spesso dura poche ore se effettuato in un clima umido o addirittura sotto le pioggie. Da mettere in conto poi ci sono le eventuali cause …

Mariano Pieroni

Mariano Pieroni

Mariano Pieroni è nato a Barga (Lucca) nel 1937; vive e lavora a Solbiate Arno (Varese).

Ideologo del movimento dimensionista, ha fatto parte di gruppi storici dell’area lombarda: L.A.D.P.D.V. – I Besnatesi – Porta Ticinese – Centro documentazione arte Varese. Dal 1952 al 1966 vive a Firenze e frequenta gli studi di Rosai, Grazzini, Conti, la scuola libera del nudo presso l’Accademia di Belle Arti diretta da Giorgio Settala; è allievo di Silvio Polloni, e attorno al 1954 entra come allievo nello studio di Pietro Annigoni. Tra i suoi maestri Ugo Seravalle (post-macchiaiolo) ed Emanuele Zambini (scultore). Di prima formazione figurativa tradizionale macchiaiola, passa, dopo la scuola del nudo all’Accademia di Firenze, all’informale, all’Astratto adottando varie tecniche come il collage, il frottage ed altro. Nel 1966 si trasferisce in Belgio a Liegi e lavora nello studio di André Junkers (ceramica e scultura); dopo otto mesi torna in Italia e risiede in Solbiate Arno.

Dal 1970 ad oggi ha tenuto più di 50 personali in Italia e all’estero; ha vinto numerosi premi ed ha partecipato a collettive, su invito, organizzate da noti critici d’arte. Ha eseguito opere pubbliche commissionate da città e comuni: affreschi e sculture, ceramiche, vetrate, opere in ferro, materiale plastico e bronzo. Sue opere si trovano in numerosi musei italiani e stranieri europei e delle Americhe. Attualmente è animatore di un gruppo denominato Linea confinaria. Elio Sparano e Rolly Cannara gli hanno dedicato due ampi servizi documentari televisivi Rai 1 (TG 1 Cronache 1978).

Testimonianze e testi, tra gli altri di: Silvio Zanella, Franco Solmi, A. M. Ruisaard, Enrico Bai, Marco Rosci, Franco Passoni, Luigi Carluccio, Mario Pistono, Elio Bertolazzi, M.L. Stellato, ecc.. Da una presentazione di Franco Solmi

E’ per una dilatazione nella dimensione del non detto e dell’indicibile che si giustifica, del resto, l’aura metafisica rilevata …

Treviso. “Chi l’ha visto?” a Montebelluna per trovare uno scomparso di 55 anni fa

Treviso. “Chi l’ha visto?” a Montebelluna per trovare uno scomparso di 55 anni fa

di Elena La Terza

ROVIGO – Associazioni no-profit e sportive nel mirino degli 007 dell’Agenzia delle Entrate di Rovigo. L’obiettivo è quello di stroncare il fenomeno delle “sponsorizzazioni false” e di verificare il corretto invio all’Agenzia dei dati che permettono alle società di ottenere benefici fiscali.

Non ci sono solo i vip (o presunti tali) di Cortina nel mirino del Fisco. In un periodo nel quale i controlli sono sempre maggiori e la lotta all’evasione fiscale si fa sempre più dura, anche in provincia di Rovigo sono partite le verifiche, tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. Non sembra trattarsi di controlli a tappeto, ma di verifiche che avvengono a campione ogni anno e che impegnano i funzionari per al massimo un paio di giorni per ogni società.

Ma gli 007 del Fisco non sembrano voler dare tregua ai furbetti. Dopo le verifiche delle emissioni degli scontrini nei bar e nei locali degli spritz, adesso è arrivato il momento di controllare se anche i responsabili di associazioni sportive e di volontariato abbiano tutto in regola. Indirettamente, il controllo arriva anche alle aziende, dato che uno degli obiettivi è quello di reprimere in modo forte e preciso un fenomeno che pare essere molto in voga soprattutto tra le piccole società sportive: si tratta delle false sponsorizzazione, che vedrebbero come protagonisti l’associazione e l’azienda sponsor della squadra.

In pratica la truffa avverrebbe quando la somma versata dalla ditta alla società viene poi restituita (quasi sempre si tratta di una restituzione dell’85-90 per cento) sottobanco, permettendo all’azienda di crearsi una provvista di “nero”. In parole povere: l’associazione guadagna quel poco che le permette di sopravvivere e la ditta scarica al fisco una cifra non reale, avendo allo stesso tempo un beneficio diretto e uno indiretto che permette di mettere in atto …

In Ogliastra, sulle tracce di Jack London

In Ogliastra, sulle tracce di Jack London

Home > Focus> In Ogliastra, sulle tracce di Jack London

21:12 – lunedì 06 settembre 2010

Marco Paolini

Vuoi ricevere quotidianamente gli ultimi articoli nella tua casella di posta? Registrati e attiva il servizio

In Ogliastra, sulle tracce di Jack London

Poco tempo fa ci capitò di ascoltare un primoassaggio del nuovo lavoro di Marco Paolini dentro, attorno, attraverso l’opera di Jack London. Era un racconto, Preparare un fuoco (To build a fire del 1902, nella bella traduzione di Davide Sapienza), reinventato com’è nello stile dell’attore e autore veneto, tratto dal grande repertorio dello scrittore di Zanna Bianca. Ed è bello, quasi un privilegio, scoprire come Paolini continui in questo viaggio nelle architetture verbali e narrative dell’americano.

Così, fatto il passo successivo, i racconti sono diventati tre: Paolini ha presentato due nuove tappe di questo percorso in un clima che ben si addiceva al gelo del Klondike, ambientazione prediletta da London. Una gelida e inattesa tramontana, infatti, sbatteva sulle montagne sarde dell’Ogliastra, nello spazio suggestivo della Stazione dell’Arte di Ulassai: ma il pubblico, coraggiosissimo, stretto in coperte di lana o sacchiapelo, ha retto lo sbalzo di temperature, e ha sfidato i dieci gradi stringendosi attorno al narratore, cerimoniere della serata, con grande affetto e attenzione.

Va detto che il pubblico del festival Ogliastra Teatro, organizzato con determinazione e entusiasmo dalla compagnia cagliaritana Cada Die, è davvero straordinario: si arrampica (letteralmente, in qualche caso) sulle aspre alture di questa bellissima provincia sarda, che aveva ispirato anche i disegnatori di Tex Willer, e segue con passione le proposte di una rassegna che ha infilato una serie di appuntamenti decisamente intriganti. Marco Paolini ha dunque presentato Uomini e Cani, filiera di racconti in cui Jack London si ritrovava – come dice il narratore nell’esilarante finale – sempre nel “ruolo del cane”.

Cane che …

Venezia. Venditori abusivi scappano, travolgono una donna e la feriscono

Venezia. Venditori abusivi scappano, travolgono una donna e la feriscono

14/06/2007 a cura di Giulio Zucchini

Sono passati ormai molti anni da quando il giovane Salvatore Ferragamo partì da Napoli per affermarsi come lo stilista delle calzature di Hollywood. Ma oggi è a Tokyo che la maison Ferragamo ha trovato uno dei suoi migliori acquirenti. Infatti oltre il 23% dell´intero fatturato del 2006 – pari a 630 milioni di euro – è proveniente proprio dal mercato giapponese.

Il 17 maggio scorso ha visto per la prima volta sfilare Ferragamo sulla passerella di Tokyo in occasione della presentazione della nuova collezione autunnoinverno 2007. All´interno della Roppongi Hills Gallery un pubblico estremamente selezionato, tra cui la principessa imperiale Takamado, ha potuto apprezzare il talento di Graeme Black per la collezione Donna e di Massimiliano Giornetti per l´Uomo.

Certamente imporsi sul mercato giapponese rimane una priorità. Attualmente sono 75 i negozi presenti sul territorio giapponese e portare la collezione a Tokyo significa marcare in maniera indissolubile quella che si prospetta una lunga storia d´amore tra la maison Ferragamo e il Giappone.

Ma anche gli States non sembrano indifferenti al successo di Ferragamo. Infatti il 50% del fatturato proviene dall´area dollaro americano e il 21 maggio 2007 Wanda Ferragamo Miletti, moglie di Salvatore, ha ricevuto dal Fashion Institute of Technology della State University of New York una laurea honoris causa in Belle Arti.

Non a caso, in occasione dell´incontro del 9 giugno, il premier Romani Prodi ha regalato a Bush un set di cravatte Ferragamo. Sfortunatamente il Presidente degli Stati Uniti si è limitato ad un atlante del National Geographic ed un rosario Tiffany per la moglie, la quale ha risposto con una borsa Tod´s per la first lady americana. Job Opportunities

Copyright © 2005 Radio Time S.r.L – FashionFm è una testata registrata presso Tribunale di Bologna Aut.Nr.7561 del 08/07/2005

Tutti i diritti …

EMAK: Schroders entra nella compagine sociale con una quota rilevante superiore al 2%

EMAK: Schroders entra nella compagine sociale con una quota rilevante superiore al 2%

lunedì 15 novembre 2004, ore 16.24

EMAK: Schroders entra nella compagine sociale con una quota rilevante superiore al 2%

EMAK S.p.A., leader in Italia coi marchi Oleo-Mac ed Efco nel settore delle macchine portatili con motore a scoppio per il giardinaggio e l’attività forestale, rende noto che l’investitore istituzionale Schroders Investment Management Ltd è entrato nella compagine sociale con una quota rilevante pari al 2,01% del capitale sociale. Schroders è tra i principali investitori stranieri operanti anche in Italia e come risulta dalla dichiarazione rilasciata a Consob detiene in portafoglio un numero pari a 555.078 azioni del capitale sociale di Emak, la quota fa capo ai fondi comuni del gruppo inglese. La società di Reggio Emilia, quotata al segmento STAR, della Borsa Italiana sottolinea l’ingresso di Schroders come un segnale della fiducia degli investitori istituzionali nelle potenzialità di crescita del Gruppo, come dichiarato dal vice Presidente e direttore amministrativo e finanziario Aimone Burani. “Consideriamo l’ingresso di Schroders nella compagine sociale come il riconoscimento delle potenzialità del Gruppo, questo ci rafforza ulteriormente nel perseguire gli obiettivi di creazione del valore che ci siamo dati.” Gruppo Emak, dati economici nei primi nove mesi del 2004 Le vendite nei primi nove mesi del 2004 sono state pari a 123,6 milioni di euro in rialzo del 4,6% rispetto a 118,2 milioni di euro del pari periodo 2003. Il margine operativo lordo nei primi nove mesi del 2004 è risultato di 18,2 milioni di euro, pari al 14,8% dei ricavi, rispetto ai 19,6 milioni di euro del pari periodo 2003. Il risultato operativo relativo ai primi nove mesi del 2004 ha totalizzato 13,8 milioni di euro, pari al 11,1% dei ricavi, contro 15,1 milioni di euro, pari al 12,8% dei ricavi del pari periodo 2003. L’utile ante imposte su nove mesi è così risultato di …

Le ragazze del Canossa alle Nazioni Unite

Le ragazze del Canossa alle Nazioni Unite

Attualità

Ciascuno di noi è intriso di stereotipi, dice il video ‘Attento a come parli’, stereotipi che affondano sia chi li vive da vittima sia chi li vive da carnefice. Quattro minuti che si sono conquistati il primo premio del concorso ‘Plural+’, una competizione tra cortometraggi di tutto il mondo indetta nientemeno che dall’Alliance of Civilitazions delle Nazioni Unite. Le protagoniste di questo successo sono trenta ragazze, le alunne dell’ex 5H dell’indirizzo sociopsicopedagogico del Matilde di Canossa di Reggio, che lo scorso anno scolastico si sono impegnate sul tema del pregiudizio razziale attraverso laboratori e confronti.

Le giovani sono state supportate dall’associazione interculturale Mondinsieme. Emozionata la preside dell’istituto, Lorella Bonicelli, nell’annunciare la vittoria. L’impegno delle ragazze ora si concentrerà nella raccolta fondi per riuscire a pagarsi il viaggio a New York, dove il 6 dicembre ritireranno il premio. Ad attenderle ci sono le tappe ad Ellis Island e Little Italy, per studiare il fenomeno dell’emigrazione italiana in America. Il premio finale per le ragazze sarà poi la partecipazione alla Conferenza permanente degli operatori audiovisivi dei Paesi del Mediterraneo il prossimo marzo.

E il Coro e l’Orchestra giovanile dell’Istituto Superiore Achille Peri hanno eseguito questa mattina l’Inno nazionale davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Teatro Eliseo di Roma, dove si tenevano gli Stati Generali della cultura. Il sindaco di Reggio, Graziano Delrio, esprime la propria soddisfazione. ‘Sono molto orgoglioso dei nostri giovani dell’Istituto musicale – afferma il sindaco – che si sono esibiti davanti al Presidente e a un folto pubblico suonando con entusiasmo e professionalità. Con la loro presenza hanno dimostrato che la cultura è qualcosa di più di una perfetta esecuzione, è la volontà, nonostante tutte le difficoltà e la mancanza di risorse, di ripensarsi e di trovare nuovi percorsi’.…

Invenzioni Biotech: La Divisione Di Opposizione Interpreta Restrittivamente Le Regole Sull’applicazione Industriale

Invenzioni Biotech: La Divisione Di Opposizione Interpreta Restrittivamente Le Regole Sull’applicazione Industriale

Invenzioni biotech: la Divisione di Opposizione interpreta restrittivamente le regole sull’applicazione industriale

In una delle prime decisioni in cui l’Ufficio Europeo dei Brevetti applica la regola 23e della CBE introdotta in accordo con la Direttiva 98/44, la Divisione di Opposizione sembra estremamente prudente nel valutare l’applicazione industriale nel caso di invenzioni biotecnologiche.

La Regola 23e della Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE), che parafrasa l’Articolo 5(3) della Direttiva 98/44 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, stabilisce che “l’applicazione industriale di una sequenza o di una sequenza parziale di un gene [umano] dev’essere concretamente indicata nella richiesta di brevetto”.

Una decisione emessa dalla Divisione di Opposizione dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (UEB) il 20 giugno 2001 e pubblicata nella GU UEB 6/2002 fa intendere chiaramente in quale modo tale norma sia stata recepita dall’UEB.

Secondo la Divisione di Opposizione, perché una sequenza nucleotidica possa soddisfare il requisito dell’applicazione industriale non è sufficiente dimostrare che detta sequenza nucleotidica codifichi una sequenza di amino acidi specifica e definita.

Né possono essere considerate, come base affidabile per riconoscere l’applicazione industriale, le attività o funzioni potenziali della proteina codificata (per esempio il fatto che questa sia un recettore) a meno che tali attività o funzioni vengano effettivamente e plausibilmente dimostrate (per via sperimentale).

Da questa decisione sembra di capire che la Divisione di Opposizione stia applicando criteri ancora più restrittivi di quelli stabiliti dalla Direttiva 98/44 per l’interpretazione del concetto di applicazione industriale. Infatti il Considerando 24 recita “affinché sia rispettato il criterio dell’applicazione industriale occorre precisare, in caso di sequenza parziale di un gene utilizzata per produrre una proteina o una proteina parziale, quale sia la proteina o proteina parziale prodotta o quale funzione essa assolva”. Appare evidente dal testo che la semplice precisazione o definizione della proteina codificata dovrebbe costituire già una indicazione di applicazione …

Oasi Wwf Di Tirrenia

Oasi Wwf Di Tirrenia

PISA / Comunicati Stampa

Comunicato Stampa dell’Assessore all’Ambiente e alle Politiche Energetiche della Provincia di Pisa, Terenzio Longobardi: Le norme del Piano di gestione del Parco relative all’Oasi WWF di Tirrenia vanno cambiate .

Il Piano di gestione delle Tenute di Tombolo e Coltano presentato in questi giorni dal Parco contiene delle previsioni di intervento sulle dune interne all’Oasi del WWF a Tirrenia che rischiano di alterare l’equilibrio ambientale di uno dei pochi tratti del litorale pisano non ancora urbanizzato. La Provincia di Pisa contribuì finanziariamente nel 1997 per la realizzazione dei due sentieri natura che vanno da via del Tirreno verso il mare: si tratta dei due percorsi pedonali che nella cartografia del piano di gestione diventerebbero carrabili. Inoltre, sono previsti due NUOVI passaggi, indicati sia nel testo che nella cartografia del piano di gestione, per accedere agli stabilimenti balneari esistenti. In base alle previsioni del piano si avrebbero in totale, ben 4 diversi accessi, all’interno dell’Oasi WWF (ci sono poi quelli del Lido dei Carabinieri e degli USA, attualmente gia’ carrabili).

Le dune sabbiose sono un ecosistema di grande interesse naturalistico per la rarità e la bellezza delle piante che vi dimorano e per la funzione che svolgono a difesa del litorale dai venti e dal salmastro.

L’oasi WWF, istituita nel 1997 ha come obiettivo prioritario la conservazione e la valorizzazione di questo ambiente. Inoltre l’Oasi consente di proteggere uno dei pochi lembi di spiaggia libera, non occupata da stabilimenti balneari. Il WWF in questi anni, grazie all’impegno volontario dei suoi militanti e sopportando anche ripetuti atti vandalici di cui è stata oggetto l’oasi, ha provveduto a mantenere e curare le dune e a pulire periodicamente dai rifiuti l’intera area, svolgendo pertanto un’opera pienamente meritoria.

Spero pertanto che il Parco, in ossequio al concetto di “tutela assoluta” dell’area …

Treviso. Cerca lavoro come ragioniera, le offrono di diventare massaggiatrice

Treviso. Cerca lavoro come ragioniera, le offrono di diventare massaggiatrice

06/02/2007 a cura di Maria Grazia Coggiola

In vendita marchi Parah e Cotton Club

Fino a pochi anni fa in India la parola “lingerie” era pressoché sconosciuta.

Per le donne indiane acquistare o solo provare un reggiseno era un´esperienza imbarazzante soprattutto quando dietro il bancone c´era un uomo come commesso. Ora invece il mercato della biancheria intima femminile è uno dei più promettenti con un tasso di crescita annua di circa il 40% ed ha cominciato ad attirare i grandi nomi internazionali dell´intimo.

A fare da pioniere è stato il gruppo tessile Oswal, uno dei più grandi dell´India settentrionale che ha la base nel ricco stato del Punjab, che ha creato la catena dell´intimo Straps.

Si tratta di negozi specializzati dove si può trovare “under one roof” tutte le grandi marche internazionali della lingerie, come Triumph, Lovable, Vanity Fair, Enamour e Wonder Bra. Con in più dei camerini accoglienti e personale, femminile naturalmente, in grado di dare consigli su taglie e modelli.

Da circa un anno nei negozi Straps si trova anche la collezione intimo della Parah, uno dei principali marchi italiani di reggiseno e costumi da bagno famosi per il loro intricati disegni e per la qualità delle rifiniture. Oltre a Parah è stato lanciato da alcuni mesi anche un´altra griffe italiana, la Cotton Club.

I negozi Straps (prima noti con il nome decisamente meno attraente di Sensa) sono attualmente 15 sparsi tra New Delhi, Ahmedabad, Bangalore e Bombay.

Ma è solo l´inizio. Nei prossimi mesi ne saranno inaugurati una trentina, come afferma in questa intervista a FashionFm la responsabile della promozione Shruti Singh.

Il gruppo Oswal, che ha anche un´altra catena commerciale, AOS, dedicata all´abbigliamento sportivo e casual, si è prefissato come obiettivo 160 punti vendita Straps nei prossimi due anni. Job

Copyright © 2005 Radio Time S.r.L …

Anche I Soggetti Extraeuropei Possono Accedere Alla Procedura Di Risoluzione Di Dispute Relative A Domini “.it”

Anche I Soggetti Extraeuropei Possono Accedere Alla Procedura Di Risoluzione Di Dispute Relative A Domini “.it”

Anche i soggetti extraeuropei possono accedere alla procedura di risoluzione di dispute relative a domini “.IT”

La procedura per la risoluzione di dispute relative a domini italiani recentemente adottata dalla Registration Authority (vedi notizia a parte) è già stata applicata in diversi casi dagli enti conduttori incaricati, dando luogo alle prime decisioni. Fra queste, quella nel caso Mastercard è particolarmente interessante.

La procedura di risoluzione di dispute (detta Mandatory Administrative Procedure o MAP) prevede che chiunque può contestare la validità di un nome a dominio “.IT” se:

il dominio è identico a un marchio, o simile al punto di risultare ingannevole;

il dominio consiste in uno o più nomi ai quali il titolare del dominio non ha alcun diritto;

il dominio è stato registrato e usato in mala fede.

La Mastercard International, titolare di registrazioni per il marchio di parola “mastercard”, aveva dimostrato l’esistenza delle tre condizioni di cui sopra, e richiesto la riassegnazione oppure la cancellazione del nome a dominio mastercard.it. Il collegio arbitrale ha però dovuto risolvere innanzitutto tre questioni relative all’interpretazione di norme procedurali. Le risposte del collegio sono particolarmente interessanti per i soggetti non appartenenti all’Unione europea.

Il primo problema riguarda l’applicabilità del MAP, che non può essere instaurata, o se instaurata viene interrotta, qualora vi sia un giudizio in pendenza riguardante il nome a dominio in questione. Il collegio ha stabilito che è necessario che vi sia una vera e propria litispendenza ai sensi del Codice di procedura civile, ossia che l’atto di citazione risulti essere stato notificato. La semplice consegna all’ufficiale giudiziario di un atto di citazione non può essere motivo sufficiente per evitare l’applicazione del MAP.

Il secondo problema nasceva dal fatto che la Mastercard International è una società statunitense e quindi il collegio arbitrale ha quindi dovuto decidere se un soggetto cui …

© 2019 Proudly Powered by WordPress