Le ragazze del Canossa alle Nazioni Unite

Le ragazze del Canossa alle Nazioni Unite

Attualità

Ciascuno di noi è intriso di stereotipi, dice il video ‘Attento a come parli’, stereotipi che affondano sia chi li vive da vittima sia chi li vive da carnefice. Quattro minuti che si sono conquistati il primo premio del concorso ‘Plural+’, una competizione tra cortometraggi di tutto il mondo indetta nientemeno che dall’Alliance of Civilitazions delle Nazioni Unite. Le protagoniste di questo successo sono trenta ragazze, le alunne dell’ex 5H dell’indirizzo sociopsicopedagogico del Matilde di Canossa di Reggio, che lo scorso anno scolastico si sono impegnate sul tema del pregiudizio razziale attraverso laboratori e confronti.

Le giovani sono state supportate dall’associazione interculturale Mondinsieme. Emozionata la preside dell’istituto, Lorella Bonicelli, nell’annunciare la vittoria. L’impegno delle ragazze ora si concentrerà nella raccolta fondi per riuscire a pagarsi il viaggio a New York, dove il 6 dicembre ritireranno il premio. Ad attenderle ci sono le tappe ad Ellis Island e Little Italy, per studiare il fenomeno dell’emigrazione italiana in America. Il premio finale per le ragazze sarà poi la partecipazione alla Conferenza permanente degli operatori audiovisivi dei Paesi del Mediterraneo il prossimo marzo.

E il Coro e l’Orchestra giovanile dell’Istituto Superiore Achille Peri hanno eseguito questa mattina l’Inno nazionale davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Teatro Eliseo di Roma, dove si tenevano gli Stati Generali della cultura. Il sindaco di Reggio, Graziano Delrio, esprime la propria soddisfazione. ‘Sono molto orgoglioso dei nostri giovani dell’Istituto musicale – afferma il sindaco – che si sono esibiti davanti al Presidente e a un folto pubblico suonando con entusiasmo e professionalità. Con la loro presenza hanno dimostrato che la cultura è qualcosa di più di una perfetta esecuzione, è la volontà, nonostante tutte le difficoltà e la mancanza di risorse, di ripensarsi e di trovare nuovi percorsi’.…

Invenzioni Biotech: La Divisione Di Opposizione Interpreta Restrittivamente Le Regole Sull’applicazione Industriale

Invenzioni Biotech: La Divisione Di Opposizione Interpreta Restrittivamente Le Regole Sull’applicazione Industriale

Invenzioni biotech: la Divisione di Opposizione interpreta restrittivamente le regole sull’applicazione industriale

In una delle prime decisioni in cui l’Ufficio Europeo dei Brevetti applica la regola 23e della CBE introdotta in accordo con la Direttiva 98/44, la Divisione di Opposizione sembra estremamente prudente nel valutare l’applicazione industriale nel caso di invenzioni biotecnologiche.

La Regola 23e della Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE), che parafrasa l’Articolo 5(3) della Direttiva 98/44 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, stabilisce che “l’applicazione industriale di una sequenza o di una sequenza parziale di un gene [umano] dev’essere concretamente indicata nella richiesta di brevetto”.

Una decisione emessa dalla Divisione di Opposizione dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (UEB) il 20 giugno 2001 e pubblicata nella GU UEB 6/2002 fa intendere chiaramente in quale modo tale norma sia stata recepita dall’UEB.

Secondo la Divisione di Opposizione, perché una sequenza nucleotidica possa soddisfare il requisito dell’applicazione industriale non è sufficiente dimostrare che detta sequenza nucleotidica codifichi una sequenza di amino acidi specifica e definita.

Né possono essere considerate, come base affidabile per riconoscere l’applicazione industriale, le attività o funzioni potenziali della proteina codificata (per esempio il fatto che questa sia un recettore) a meno che tali attività o funzioni vengano effettivamente e plausibilmente dimostrate (per via sperimentale).

Da questa decisione sembra di capire che la Divisione di Opposizione stia applicando criteri ancora più restrittivi di quelli stabiliti dalla Direttiva 98/44 per l’interpretazione del concetto di applicazione industriale. Infatti il Considerando 24 recita “affinché sia rispettato il criterio dell’applicazione industriale occorre precisare, in caso di sequenza parziale di un gene utilizzata per produrre una proteina o una proteina parziale, quale sia la proteina o proteina parziale prodotta o quale funzione essa assolva”. Appare evidente dal testo che la semplice precisazione o definizione della proteina codificata dovrebbe costituire già una indicazione di applicazione …

Oasi Wwf Di Tirrenia

Oasi Wwf Di Tirrenia

PISA / Comunicati Stampa

Comunicato Stampa dell’Assessore all’Ambiente e alle Politiche Energetiche della Provincia di Pisa, Terenzio Longobardi: Le norme del Piano di gestione del Parco relative all’Oasi WWF di Tirrenia vanno cambiate .

Il Piano di gestione delle Tenute di Tombolo e Coltano presentato in questi giorni dal Parco contiene delle previsioni di intervento sulle dune interne all’Oasi del WWF a Tirrenia che rischiano di alterare l’equilibrio ambientale di uno dei pochi tratti del litorale pisano non ancora urbanizzato. La Provincia di Pisa contribuì finanziariamente nel 1997 per la realizzazione dei due sentieri natura che vanno da via del Tirreno verso il mare: si tratta dei due percorsi pedonali che nella cartografia del piano di gestione diventerebbero carrabili. Inoltre, sono previsti due NUOVI passaggi, indicati sia nel testo che nella cartografia del piano di gestione, per accedere agli stabilimenti balneari esistenti. In base alle previsioni del piano si avrebbero in totale, ben 4 diversi accessi, all’interno dell’Oasi WWF (ci sono poi quelli del Lido dei Carabinieri e degli USA, attualmente gia’ carrabili).

Le dune sabbiose sono un ecosistema di grande interesse naturalistico per la rarità e la bellezza delle piante che vi dimorano e per la funzione che svolgono a difesa del litorale dai venti e dal salmastro.

L’oasi WWF, istituita nel 1997 ha come obiettivo prioritario la conservazione e la valorizzazione di questo ambiente. Inoltre l’Oasi consente di proteggere uno dei pochi lembi di spiaggia libera, non occupata da stabilimenti balneari. Il WWF in questi anni, grazie all’impegno volontario dei suoi militanti e sopportando anche ripetuti atti vandalici di cui è stata oggetto l’oasi, ha provveduto a mantenere e curare le dune e a pulire periodicamente dai rifiuti l’intera area, svolgendo pertanto un’opera pienamente meritoria.

Spero pertanto che il Parco, in ossequio al concetto di “tutela assoluta” dell’area …

Treviso. Cerca lavoro come ragioniera, le offrono di diventare massaggiatrice

Treviso. Cerca lavoro come ragioniera, le offrono di diventare massaggiatrice

06/02/2007 a cura di Maria Grazia Coggiola

In vendita marchi Parah e Cotton Club

Fino a pochi anni fa in India la parola “lingerie” era pressoché sconosciuta.

Per le donne indiane acquistare o solo provare un reggiseno era un´esperienza imbarazzante soprattutto quando dietro il bancone c´era un uomo come commesso. Ora invece il mercato della biancheria intima femminile è uno dei più promettenti con un tasso di crescita annua di circa il 40% ed ha cominciato ad attirare i grandi nomi internazionali dell´intimo.

A fare da pioniere è stato il gruppo tessile Oswal, uno dei più grandi dell´India settentrionale che ha la base nel ricco stato del Punjab, che ha creato la catena dell´intimo Straps.

Si tratta di negozi specializzati dove si può trovare “under one roof” tutte le grandi marche internazionali della lingerie, come Triumph, Lovable, Vanity Fair, Enamour e Wonder Bra. Con in più dei camerini accoglienti e personale, femminile naturalmente, in grado di dare consigli su taglie e modelli.

Da circa un anno nei negozi Straps si trova anche la collezione intimo della Parah, uno dei principali marchi italiani di reggiseno e costumi da bagno famosi per il loro intricati disegni e per la qualità delle rifiniture. Oltre a Parah è stato lanciato da alcuni mesi anche un´altra griffe italiana, la Cotton Club.

I negozi Straps (prima noti con il nome decisamente meno attraente di Sensa) sono attualmente 15 sparsi tra New Delhi, Ahmedabad, Bangalore e Bombay.

Ma è solo l´inizio. Nei prossimi mesi ne saranno inaugurati una trentina, come afferma in questa intervista a FashionFm la responsabile della promozione Shruti Singh.

Il gruppo Oswal, che ha anche un´altra catena commerciale, AOS, dedicata all´abbigliamento sportivo e casual, si è prefissato come obiettivo 160 punti vendita Straps nei prossimi due anni. Job

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Anche I Soggetti Extraeuropei Possono Accedere Alla Procedura Di Risoluzione Di Dispute Relative A Domini “.it”

Anche I Soggetti Extraeuropei Possono Accedere Alla Procedura Di Risoluzione Di Dispute Relative A Domini “.it”

Anche i soggetti extraeuropei possono accedere alla procedura di risoluzione di dispute relative a domini “.IT”

La procedura per la risoluzione di dispute relative a domini italiani recentemente adottata dalla Registration Authority (vedi notizia a parte) è già stata applicata in diversi casi dagli enti conduttori incaricati, dando luogo alle prime decisioni. Fra queste, quella nel caso Mastercard è particolarmente interessante.

La procedura di risoluzione di dispute (detta Mandatory Administrative Procedure o MAP) prevede che chiunque può contestare la validità di un nome a dominio “.IT” se:

il dominio è identico a un marchio, o simile al punto di risultare ingannevole;

il dominio consiste in uno o più nomi ai quali il titolare del dominio non ha alcun diritto;

il dominio è stato registrato e usato in mala fede.

La Mastercard International, titolare di registrazioni per il marchio di parola “mastercard”, aveva dimostrato l’esistenza delle tre condizioni di cui sopra, e richiesto la riassegnazione oppure la cancellazione del nome a dominio mastercard.it. Il collegio arbitrale ha però dovuto risolvere innanzitutto tre questioni relative all’interpretazione di norme procedurali. Le risposte del collegio sono particolarmente interessanti per i soggetti non appartenenti all’Unione europea.

Il primo problema riguarda l’applicabilità del MAP, che non può essere instaurata, o se instaurata viene interrotta, qualora vi sia un giudizio in pendenza riguardante il nome a dominio in questione. Il collegio ha stabilito che è necessario che vi sia una vera e propria litispendenza ai sensi del Codice di procedura civile, ossia che l’atto di citazione risulti essere stato notificato. La semplice consegna all’ufficiale giudiziario di un atto di citazione non può essere motivo sufficiente per evitare l’applicazione del MAP.

Il secondo problema nasceva dal fatto che la Mastercard International è una società statunitense e quindi il collegio arbitrale ha quindi dovuto decidere se un soggetto cui …

Il comandante della Finanza al mercato del pesce di Rialto: «Non ho visto scontrini»

Il comandante della Finanza al mercato del pesce di Rialto: «Non ho visto scontrini»

anche a me non convince

la risposta della redazione. Perchè IO,NOI dovremmo vergognarci? non ho seguito più di tanto il processo e tutta la vicenda, ma mi sono sentita sollevata dalla sentenza: come si fa a mandare all’ergastolo senza PROVE? si è tenuto conto di prove peritali ritenute inoppugnabili, per poi essere smentite sonoramente da altre prove peritali. Leggerezza? incompetenza? Aspettiamo che vengano rese pubbliche le motivazioni della sentenza, per capirne un po’ di più. Intanto rendiamoci conto che il delitto non è impunito: c’è già il Guede in carcere, con condanna a 30 anni e rito abbreviato. Se era innocente, avrebbe accettato il rito abbreviato? E’ acclarato ‘il concorso di altri’ nell’omicidio, si cerchino ‘gli altri’! Anche nel delitto Pasolini il Pelosi venne condannato con il concorso di altri, che nessuno poi ha mai cercato (ragioni poilitiche?). Anche nel processo a Pacciani, costui venne prima condannato all’ergastolo, se non sbaglio, ma poi assolto in altro livello processuale. Voglio dire: questi sono i percorsi della Giustizia, per fortuna ci sono i 3 gradi di giudizio e questo processo non è il primo che si risolve così. Fa tanto clamore perchè i media (di almeno tre nazioni) ci hanno subissato e tormentato per anni per sensazionalismo e appagando curiosità morbose di molta gente. Quanti altri delitti di ragazze massacrate sono rimasti impuniti e sconosciuti al popolo, perchè non facevano notizia?

commento inviato il 06-10-2011 alle 10:40 da giovanna

se “resta una profonda sensazione di ingiustizia” non credo sia colpa mia, anzi. Per quanto converrebbe a me (e alla comunità), pretenderei a questo punto un processo ai giudici e alla Polizia, in quanto hanno sbagliato o “questi” o quelli “di prima”.

Nel frattempo, non dimentichiamoci che la furba Amanda ha mandato in prigione il povero Lumumba, sconvolgendo lui e famiglia.

“Foxy Knoxy” …

Indagine Antitrust Contro L’alitalia

Indagine Antitrust Contro L’alitalia

Aperti due dossier su tariffe e agenzie

ROMA (e. bor.) – L’Alitalia è nel mirino dell’Antitrust, che ieri ha avviato due istruttorie, perchè le tariffe per Lametia Terme sono troppo care e le agenzie di viaggio vengono fidelizzate con sistemi incentivanti. Intanto sui biglietti aerei sta per abbattersi un’altra tassa, 3.900 lire per ogni bagaglio imbarcato, che andrà ad aggiungersi alle 3.500 lire che i passeggeri con bagaglio al seguito sdevono pagare per coprire i costi relativi al servizio di sicurezza, che non viene più effettuato dalla polizia di Stato, bensì da privati. Facendo un pò di conti, questi due “supplementi sicurezza” consentiranno alla società che gestisce Fiumicino e Ciampino – Aeroporti di Roma – di incassare circa 90 miliardi l’anno, contro un costo del servizio sicurezza che gli esperti valutano poco più di 10 miliardi.

L’Antitrust ha avviato l’istruttoria sull’Alitalia per accertare l’eventuale violazione delle leggi nell’attività svolta a Lametia Terme. La delibera dell’Antitrust accenna alle denunce del Codacons, dei parlamentari Giuseppe Galati e Donato Veraldi e di numerosi sindaci calabresi, secondo le quali “l’Alitalia, approfittando della posizione monopolistica detenuta sulla rotta Lametia Terme-Milano, applicherebbe tariffe sproporzionate, se confrontate con quelle praticate dalla stessa compagnia per altre destinazioni, anche più lontane”. Nel febbraio scorso il senatore Veraldi del Ppi fece notare che trasferirsi in aereo da Reggio Calabria a Milano, tratta in cui Alitalia e Air One operano in concorrenza, costava allora 99 mila lire. Il biglietto Lametia Terme-Milano costava invece 392 mila lire, perchè su questo percorso opera solo l’Alitalia. Quest’ultima ritiene che i comportamenti contestati non possano essere considerati abusi di posizione dominante.

Intanto i biglietti aerei stanno per diventare più cari per via di nuovi diritti d’imbarco a favore delle società che gestiscono gli aeroporti. Con un decreto ministeriale del 4 novembre scorso è stata infatti …

Fini apre la convention di Futuro e libertà

Fini apre la convention di Futuro e libertà

di Maurizio Dianese

VENEZIA – «Non sono un santo, ma nemmeno un mafioso. Dalle nostre parti si dice “pulito come l’ostia”. Ecco: io dico “pulito” e non vado più in là con i paragoni. Ma pulito sì. E questa storia mi ha distrutto la vita. Mia e dei miei cari. Ma se io fossi quello che dipingono, vi sembra che sarei qui a parlare?»

Ecco, appunto, perché ha deciso di farsi intervistare?

«Perché sono stanco di essere perseguitato. Sono rovinato, nessuno mi dà più lavoro. Sono costretto a vendermi quello che ho messo da parte in questi anni. E tutto per un solo episodio. Un imprenditore per il quale avevo lavorato e dal quale avanzavo dei soldi, che ha deciso di togliermi di mezzo denunciandomi. E con l’accusa di usura sono finito dentro. Un unico episodio, ripeto, mai avuto a che fare con la giustizia né prima né dopo.»

Le apparenze raccontano un’altra storia. E sono tutte contro Luciano Donadio, 46 anni, originario di Casal di Principe, il paesino di 20 mila anime della Campania che è diventato famoso in tutto il mondo con il libro Gomorra di Saviano il quale ha raccontato le gesta del cosiddetto “clan dei casalesi”. Ebbene Luciano Donadio con i suoi anelli, il braccialetti, l’orologio d’oro sembra lo stereotipo del camorrista. Anche il modo di parlare, irruento e allo stesso tempo accattivante, fa venire in mente il clichè del mafioso. Per i carabinieri, che lo tengono d’occhio da un bel po’, Donadio è il capo dei casalesi ad Eraclea. Questa è l’apparenza. Veniamo ai fatti.

I casalesi – intesi come originari di Casal di Principe – sono una mezza dozzina, ad Eraclea – ma la “colonia” dei campani tra San Donà e il litorale, conta parecchie centinaia di persone. Lavorano tutti nell’edilizia e qui ne …

L’ Azione Dell’ On. Monica Frassoni

L’ Azione Dell’ On. Monica Frassoni

IS ARENAS E’ PATRIMONIO DELL’ UNIONE EUROPEA

La deputata Verde al Parlamento Europeo Monica Frassoni (nella foto)

ha presentato , mercoledi’ 27 ottobre 1999 un’ interrogazione alla Commissione Europea per chiedere un intervento rapido contro il progetto di sviluppo immobiliare a Is Arenas.

” La Regione Sardegna e’ doppiamente responsabile nella vicenda di Is Arenas”- dichiara l’on. Frassoni.”Siglando un accordo per la costruzione di mezzo milione di metri cubi di cemento si condanna a morte una zona bellissima riconosciuta di importanza internazionale dalla rete europea Natura 2000″.

Con l’interrogazione, si mira innanzitutto ad ottenere una valutazione dell’ impatto ambientale del progetto.

Le autorita’ competenti non possono sottrarre a tale procedura un progetto per il quale si prevede un impatto ambientale importante a causa delle sue dimensioni e della sua ubicazione. “La Corte di Giustizia Europea ha statuito chiaramente (con sentenza C-435/97 del 16 settembre 1999)sulla questione della discrezionalita’ in materia di valutazione d’impatto,-conclude l’europarlamentare.

“Quando un progetto e’ importante ed interessa un’area sensibile e’ necessario attivare la procedura.E ritengo che questo sia il caso di Is Arenas”.

Is Arenas ha bisogno di una politica di sviluppo meno aggressiva e piu’ compatibile con la sua eccezionalita’ ambientale e paesaggistica; sarebbe percio’ necessario una revisione dell’ Accordo di programma con la societa’ Is Arenas in vista della promozione di un turismo ecologico.

Successivamente alla presentazione di questa e di altre interrogazion la Commissione Europea, attraverso il Commissario per l’ ambiente (la svedese Margot Wallstrom) ha formalmente aperto una procedura d’ infrazione per violazione del diritto comunitario contro l’ Italia.

L’ accusa e’ infatti che la Regione Sardegna ha gia’ rilasciato numerose autorizzazioni senza effettuare preventivamente la Valutazione d’ Impatto Ambientale.

Inoltre la Commissione ha bloccato il finanziamento pubblico da 14 miliardi , gia’ assegnato dal Patto Territoriale della Provincia di Oristano alle …

Orchestra Mendelssohn a Campodolcino

Orchestra Mendelssohn a Campodolcino

Giovane direttore d´orchestra e compositore italiano. Dopo aver diretto una produzione della

Traviata presso il Teatro Sociale di Biella ed il Teatro dell´Opera del Casinò di Sanremo nel mese di Maggio 2013, ha recentemente diretto i concerti finali degli allievi della masterclass di canto Montalto Opera Studio 2013 tenuta dal docente Delfo Menicucci e dal soprano Luciana Serra, in un repertorio costituito da scene tratte dalla trilogia popolare verdiana. È stato assistente di Maurizio Benini per la produzione del Don Carlo di Verdi (versione in 4 atti), presso il “Theatre du Capitole” di Toulouse nel mese di Giugno 2013. Inoltre, su richiesta di Alfonso Caiani, ha collaborato con il medesimo teatro come direttore del coro di voci bianche del Capitole, in un concerto monografico dedicato a Benjamin Britten. Numerose le esperienze come direttore di ensemble strumentali più piccoli, fra cui la rappresentazione dei due intermezzi buffi di G. Battista Pergolesi La serva padrona e Livietta e Tracollo, con la ripresa dal vivo del concerto ad opera del regista televisivo Paul Philip Carter, presso il Teatro del Palazzo del Parco di Bordighera, nel mese di Febbraio 2012. Nello stesso teatro dirigerà nel mese di marzo 2014 la Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini nella versione originale del 1863, con al pianoforte un solista d´eccezione quale Massimiliano Damerini. Ha collaborato, in qualità di direttore musicale e

concertatore, con il progetto “Ligeia, Orchestra Giovanile del Ponente Ligure”, da lui diretta nel corso dell´anno 2013 in Bosnia, nel Teatro Statale di Banja Luka ed in numerosi teatri italiani, esibendosi anche a fianco dell´attore Enrico Beruschi. Dal 2013 è direttore musicale e socio fondatore dell´Orchestra Sinfonica Mendelssohn, con la quale si esibisce regolarmente in concerti sinfonici e operistici, collaborando con solisti come Massimo Anfossi, Massimiliano Damerini, Leonard Simaku, Filippo Pina Castiglioni, Fiorella Di Luca, Giorgio …

Litiga con la fidanzata, torna a casa e si impicca: 25enne trovato dai genitori

Litiga con la fidanzata, torna a casa e si impicca: 25enne trovato dai genitori

di Raffaella Ianuale

VENEZIA – Attimi concitati ieri mattina alla scuola media Ugo Foscolo di Catene a Marghera (Venezia). I ragazzini della seconda, dopo la lezione di educazione fisica, hanno iniziato a lamentare dei malori. Almeno una decina ha detto di avere nausea e uno ha anche vomitato. La responsabile del plesso ha avvisato il 118 che è giunto in via Parco Ferroviario con tre ambulanze ed ha trasportato i ragazzini all’ospedale dell’Angelo. Poco dopo esser giunti al Pronto soccorso i ragazzini hanno iniziato a sentirsi meglio, sono stati tenuti qualche ora in osservazione nel reparto di Pediatria e nel tardo pomeriggio sono stati anche dimessi.

Rimane il fatto che una decina di ragazzi, anche se in modo lieve, un malore lo ha provato. E tutti lo stesso. Il timore era che potessero aver mangiato o bevuto qualcosa che avesse fatto male. In realtà l’unica cosa che i giovani hanno fatto in comune è stato bere dell’acqua dal rubinetto della palestra dopo la lezione di ginnastica. L’attenzione quindi si è concentrata sull’acqua e l’ufficio igiene ieri è andato a fare dei prelievi dell’acqua per sottoporli ad accertamenti. Solo nei prossimi giorni si saprà cosa avesse l’acqua che non andava, ammesso che sia stata l’acqua a far star male gli studenti di seconda media.

Saputo quanto successo il dirigente scolastico ieri mattina si è recato all’ospedale di Mestre per vedere come stavano i suoi studenti. È stato lì finché sono stati visitati tutti ed ha anche parlato con i medici. «I ragazzi stavano bene, erano tranquilli – dice il preside Claudio Marangon – rimane il fatto che hanno lamentato questo malore. Ho subito inibito i rubinetti della palestra e ho chiesto agli ausiliari di raccogliere un po’ di acqua per vedere se ha qualcosa di strano. I medici hanno detto che …

Brevetti Ogm Bowman Monsanto Corte Suprema Usa

Brevetti Ogm Bowman Monsanto Corte Suprema Usa

Brevetti OGM: la sentenza Bowman-Monsanto

Riprodurre oggetti brevettati è illecito: la Corte Suprema americana ha applicato alla causa Bowman-Monsanto questo principio, valido su entrambe le sponde dell’Atlantico, anche se l’oggetto del brevetto è un organismo geneticamente modificato.

Una recente sentenza della Corte Suprema americana in una causa fra un agricoltore del Midwest americano e la multinazionale Monsanto, riguardante la violazione di un brevetto per una pianta di soia geneticamente modificata, ha avuto larga eco anche sulla stampa italiana. Il caso in sé, e più in generale la discussione sempre aperta sulla tutela brevettuale per gli organismi viventi, sono degni di attenzione e interesse, ma vanno trattati con la dovuta cautela e conoscenza dei fatti e delle norme. Cerchiamo quindi di fare chiarezza sulla vicenda all’origine della causa, sui princìpi applicati dalla Corte Suprema americana e infine sulle differenze fra le norme statunitensi ed europee applicabili al caso.

I fatti

Vernon Hugh Bowman è un agricoltore dello stato dell’Indiana, Stati Uniti. Ogni anno, il sig. Bowman acquista dalla Monsanto i semi che la multinazionale commercializza con il nome di Roundup Ready (RR). La soia RR è una pianta geneticamente modificata per resistere ad un erbicida tossico per tutte le piante detto glifosato ed è coperta da un brevetto di proprietà della Monsanto. L’acquisto di sementi RR è condizionato alla firma di un accordo di licenza con la Monsanto, che autorizza l’acquirente a piantare i semi e a disporre a piacimento del primo raccolto e dei nuovi semi da esso derivanti – anche vendendo tali semi per uso alimentare – ma vieta espressamente l’uso dei semi provenienti dal raccolto per ottenere ulteriori raccolti.

Il sig. Bowman pianta i semi acquistati dalla Monsanto ed ottiene un raccolto, che viene interamente venduto senza conservare alcun seme, nel rispetto dell’accordo di licenza. Le condizioni climatiche …

Dal Campo di Paciano

Dal Campo di Paciano

Paciano-Tuoro 1-0

La legge del calcio dice, che chi sbaglia prima o poi viene punito e anche ieri questa regola è stata applicata. Nel primo tempo gli avanti del Tuoro hanno buttato alle ortiche almeno 4 clamorose palle-gol e puntualmente nella ripresa è arrivata la giusta punizione con il gol degli avversari. La prima mezz’ora della gara è prettamente una fase di studio. Il Paciano si affida a lunghi lanci per gli attaccanti che non scaturiscono nulla di concreto mentre il Tuoro si affida a geometrie che su un campo piccolo e con il fondo molto irregolare non portano gli effetti desiderati. L’ultimo quarto d’ora della prima frazione registra le clamorose palle gol per gli ospiti. Al 29° Cuiti entra in area salta due avversari e quando sta per calciare in porta scivola e cicca il tiro. Passano due minuti, Pazzaglia salta Socciarelli e tira prontamente ma Rosi si supera e respinge. Al 45° Cecchini serve di testa Cavallari che in area di rigore da posizione angolata mira il palo opposto ma il portiere si supera ancora. La palla più clamorosa capita però a Pazzaglia che in pieno recupero, evita l’ultimo uomo e a tu per tu con Rosi spara tra le braccia del portiere. La prima azione del secondo tempo vede ancora protagonista il Tuoro, Pazzaglia pesca in area Cavallari, l’attaccante colpisce in perfetta coordinazione al volo la palla ma Rosi non si fa sorprendere. E succede che, come nella famosa canzone degli 883, gli avversari alla prima vera occasione ti puniscano. 8° corner per il Paciano la palla dopo un batti e ribatti termina sui piedi di Nasorri che da posizione angolata scaglia un tiro imprendibile che termina all’incrocio dei pali. Il Tuoro si sgonfia e il Paciano in contropiede ha più di un occasione per chiudere la …

Export reggiano: interviene la Cna

Export reggiano: interviene la Cna

mercoledì 23 giugno 2004, ore 14.33

Export reggiano: interviene la Cna

“I dati di questi giorni provenienti da fonte ISTAT relativi all’andamento dei flussi esportativi delle aziende reggiane e che segnalano per il 1° trimestre del 2004 un saldo negativo del 12,55% sull’analogo periodo dell’anno precedente appaiono, anche rispetto alle fonti di osservazione della nostra Associazione Provinciale, poco comprensibili e convincenti, soprattutto se comparati al trend di altre province limitrofe della regione dove si evidenzia al contrario qualche positivo segnale di ripresa. Proprio poche settimane fa abbiamo pubblicato i risultati della nostra ultima rilevazione trimestrale dell’osservatorio economico congiunturale derivanti da un campione di 250 imprese appartenenti ai principali settori manifatturieri e da essi emergeva, accanto ad altri indicatori, che nel periodo Gennaio/Marzo 2004 il livello degli ordini e della domanda di clienti esteri rispetto al 4° trimestre 2003 era risultato stabile con una tendenza all’aumento (+ 2,94%); anche le previsioni espresse dagli imprenditori delle aziende esportatrici del campione relative al secondo trimestre 2004 erano improntate a maggiore ottimismo e prefiguravano un aumento più deciso degli ordini provenienti dai clienti esteri. Il dato ISTAT contrasta anche con i risultati di una recentissima rilevazione di Unioncamere, la quale evidenzia un miglioramento del trend delle esportazioni anche per la nostra provincia, dopo un 2003 sicuramente negativo. A questo punto sarebbe davvero interessante capire meglio come è stata costruita la base dati di questa rilevazione ISTAT, se tutte le informazioni relative ai volumi esportati nel periodo di riferimento sono state effettivamente statisticate e se possa aver influito negativamente il risultato specifico di qualche settore manifatturiero, come il tessile abbigliamento, che continua purtroppo a manifestare una situazione più problematica. Anche in quest’ultimo caso, tuttavia, dovrebbe risultare particolarmente penalizzata soprattutto la provincia di Modena, per la quale è stata presentata al Governo la richiesta per le …

Agricoltura: produzione in calo del 3% per la siccità

Agricoltura: produzione in calo del 3% per la siccità

martedì 16 dicembre 2003, ore 17.13

Agricoltura: produzione in calo del 3% per la siccità

La produzione agricola dell’Emilia Romagna nel 2003 è stata condizionata dalle gelate primaverili e, soprattutto, dalla siccità e dal caldo estivo. Il bilancio economico, secondo le prime stime della Coldiretti regionale, evidenziano un calo attorno al 3%, che porterebbe la Plv sui 3.557 milioni di Euro ( 110 milioni di Euro in valori correnti), con un ritorno al di sotto del valori del 2000 (3.660 milioni di Euro). Nell’ ortofrutta – rileva Coldiretti – la minore produzione è stata bilanciata dall’ aumento dei consumi, che hanno mantenuto i prezzi a livelli remunerativi. Le aziende che sono riuscite a contenere gli effetti della siccità con l’ irrigazione, hanno conseguito risultati economici soddisfacenti, soprattutto per la frutta estiva, come pesche e nettarine (produzione 20%), cocomeri e meloni. Partito in maniera forte, il mercato delle pere ha poi rallentato, ma i risultati sono stati soddisfacenti, grazie anche al calo del 15% della produzione regionale ( 8% in Italia e 10% in Europa). Buoni risultati anche per le mele, in leggero calo a livello regionale ( 5%) ma anche nazionale ed europeo. Il crollo di produzione del kiwi ( 50% in regione, cali più contenuti in Italia ed Europa) sta mantenendo il mercato a buoni livelli. La Coldiretti definisce invece “disastrosa” l’ annata bieticola, dove la contrazione del 10-12% delle semine conferma la tendenza, in atto da alcuni anni, al disimpegno dei produttori. La siccità – rileva l’organizzazione dei produttori – ha ridotto fortemente il peso delle radici portando al 40% il calo della produzione. Unico elemento positivo è stato il grado medio di polarizzazione, pari a 16 gradi per quintale, che ha contribuito a contenere il calo dello zucchero al 28% rispetto al 2002. “Nella bieticoltura ha detto …

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