BSE: nuovo allarme

BSE: nuovo allarme

in discoteca con un clic

giovedì 04 aprile 2002, ore 09.04

BSE: nuovo allarme

Oramai il test rapido non perdona. Il livello di affidabilita’ dell’esame per individuare la presenza del morbo della mucca pazza e’ talmente elevato da lasciare poco spazio alle incertezze. Ma l’ultima parola spetta sempre all’istituto di referenza di Torino che tra qualche giorno emettera’ la sentenza definitiva. Solo allora si potra’ affermare l’esistenza del quinto caso di BSE in provincia di Reggio. Ma questa volta, semmai arrivasse la conferma, per gli allevatori le cose potrebbero andare diversamente: non piu’ abbattimento totale della mandria, il cosiddetto “stamping-out”, ma una selezione dei capi da avviare al macello in base all’eta’ degli animali compresi i discendenti dell’animale malato. Tutti aspetti che saranno valutati all’indomani dell’eventuale conferma della malattia. Il test rapido ha rilevato la presenza del prione su una bovina di sette anni, morta per cause naturali in un grande allevamento di Rolo. Una stalla modello, di altissima genealogia, che conta oltre 200 capi. Giorni difficili per questi stimatissimi allevatori che hanno incontrato questa mattina il sindaco Allegretti, le autorita’ sanitarie e il presidente della Coldiretti Simone Nasi per una prima valutazione della situazione. Per ora e’ stato attivato il cordone sanitario intorno all’azienda e il latte prodotto sara’ stoccato in attesa della valutazione sanitaria definitiva sul caso di BSE. In tutti i casi, per la prima volta da quando e’ scattata l’emergenza encefalopatia spongiforme bovina, le prospettive per l’allevamento interessato sono meno buie. Due mesi fa, su pressione delle associazioni di categoria, il Governo ha deciso di togliere dal passaporto dei bovini il marchio che attestava l’eventuale presenza dell’animale in un allevamento interessato alla BSE, restituendo la commerciabilita’ all’animale. Percio’ l’abbattimento totale della mandria diventa fortunatamente superfluo anche perche’ inutile. Resta pero’ da affrontare il capitolo degli indennizzi, ora meno remunerativi per gli allevatori. Ma di questo si parlera’ ad emergenza conclusa.

Gianni Montanari


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