Agricoltura: produzione in calo del 3% per la siccità

Agricoltura: produzione in calo del 3% per la siccità

martedì 16 dicembre 2003, ore 17.13

Agricoltura: produzione in calo del 3% per la siccità

La produzione agricola dell’Emilia Romagna nel 2003 è stata condizionata dalle gelate primaverili e, soprattutto, dalla siccità e dal caldo estivo. Il bilancio economico, secondo le prime stime della Coldiretti regionale, evidenziano un calo attorno al 3%, che porterebbe la Plv sui 3.557 milioni di Euro ( 110 milioni di Euro in valori correnti), con un ritorno al di sotto del valori del 2000 (3.660 milioni di Euro). Nell’ ortofrutta – rileva Coldiretti – la minore produzione è stata bilanciata dall’ aumento dei consumi, che hanno mantenuto i prezzi a livelli remunerativi. Le aziende che sono riuscite a contenere gli effetti della siccità con l’ irrigazione, hanno conseguito risultati economici soddisfacenti, soprattutto per la frutta estiva, come pesche e nettarine (produzione 20%), cocomeri e meloni. Partito in maniera forte, il mercato delle pere ha poi rallentato, ma i risultati sono stati soddisfacenti, grazie anche al calo del 15% della produzione regionale ( 8% in Italia e 10% in Europa). Buoni risultati anche per le mele, in leggero calo a livello regionale ( 5%) ma anche nazionale ed europeo. Il crollo di produzione del kiwi ( 50% in regione, cali più contenuti in Italia ed Europa) sta mantenendo il mercato a buoni livelli. La Coldiretti definisce invece “disastrosa” l’ annata bieticola, dove la contrazione del 10-12% delle semine conferma la tendenza, in atto da alcuni anni, al disimpegno dei produttori. La siccità – rileva l’organizzazione dei produttori – ha ridotto fortemente il peso delle radici portando al 40% il calo della produzione. Unico elemento positivo è stato il grado medio di polarizzazione, pari a 16 gradi per quintale, che ha contribuito a contenere il calo dello zucchero al 28% rispetto al 2002. “Nella bieticoltura ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello abbiamo necessità di riconquistare la fiducia dei produttori, minata da anni di difficoltà con l’industria. Ora che i bieticoltori sono entrati nella gestione industriale, con l’acquisto di parte dell’ ex gruppo Eridania, è strategico ridare fiducia con scelte coraggiose che riportino la bieticoltura ad essere una coltura estensiva da reddito”. Coldiretti stima un calo di produzione medio del 15% per i cereali e del 40% per le patate. Il pomodoro è stata una delle poche colture che ha fatto registrare un aumento di produzione: +16% rispetto alla disastrosa annata 2003, quando il calo fu del 15%. “Il recupero produttivo – commenta Coldiretti – è stato condizionato però dall’ andamento meteorologico, per cui non è stata prodotta la quota assegnata dall’Unione europea”. L’ annata vinicola si presenta ottima, sia per i vini rossi sia per i bianchi, grazie al caldo che ha aumentato il grado zuccherino delle uve. La produzione varia da provincia a provincia e, rispetto al 2002, quando con 5.440.000 ettolitri si raggiunse uno dei risultati più bassi degli ultimi anni, dovrebbe aumentare del 5%. La siccità – secondo Coldiretti – ha messo una forte ipoteca sul futuro del settore zootecnico, che costituisce il 45% della Plv regionale. “I prezzi del foraggio sono quasi raddoppiati – ha detto Tonello – per cui nell’ ultima parte dell’ anno i costi degli allevamenti sono schizzati in alto, quasi mai seguiti adeguatamente dai prezzi dei prodotti. La ripresa dei consumi di carne bovina avviata l’ anno scorso si è arrestata a causa di una flessione della domanda, aggravata da una erosione del mercato da parte di importazioni a prezzi minori, che sta mettendo in difficoltà anche le produzioni di bestiame nazionale. Produzione e consumi stabili per la carne ovina e per i suini. Per questi ultimi, ad un leggero aumento dei prezzi (+3%) all’ inizio dell’ anno ha fatto seguito un calo attorno al 7% di fine anno; per contro i costi post-siccità sono aumentati anche del 28%. Stabile la produzione di latte alimentare, pur con una leggera flessione per il caldo estivo. Lo stesso non si può dire del prezzo, passato negli ultimi tre anni da 0,372 (720 Lire) a 0,338 (655 Lire) Euro al litro. La diminuzione della resa di latte ha contribuito -secondo Coldiretti – ad annullare l’ aumento di produzione primaverile di Parmigiano Reggiano. A fine luglio le scorte di prodotto erano calate dello 0,92% e i prezzi hanno avuto un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso, attestandosi attorno ai 9,50 Euro al kg. Un dato positivo, ma non eclatante, se si pensa che lo stesso prezzo era stato raggiunto nel 1995.


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