Indagine Antitrust Contro L’alitalia

Indagine Antitrust Contro L’alitalia

Aperti due dossier su tariffe e agenzie

ROMA (e. bor.) – L’Alitalia è nel mirino dell’Antitrust, che ieri ha avviato due istruttorie, perchè le tariffe per Lametia Terme sono troppo care e le agenzie di viaggio vengono fidelizzate con sistemi incentivanti. Intanto sui biglietti aerei sta per abbattersi un’altra tassa, 3.900 lire per ogni bagaglio imbarcato, che andrà ad aggiungersi alle 3.500 lire che i passeggeri con bagaglio al seguito sdevono pagare per coprire i costi relativi al servizio di sicurezza, che non viene più effettuato dalla polizia di Stato, bensì da privati. Facendo un pò di conti, questi due “supplementi sicurezza” consentiranno alla società che gestisce Fiumicino e Ciampino – Aeroporti di Roma – di incassare circa 90 miliardi l’anno, contro un costo del servizio sicurezza che gli esperti valutano poco più di 10 miliardi.

L’Antitrust ha avviato l’istruttoria sull’Alitalia per accertare l’eventuale violazione delle leggi nell’attività svolta a Lametia Terme. La delibera dell’Antitrust accenna alle denunce del Codacons, dei parlamentari Giuseppe Galati e Donato Veraldi e di numerosi sindaci calabresi, secondo le quali “l’Alitalia, approfittando della posizione monopolistica detenuta sulla rotta Lametia Terme-Milano, applicherebbe tariffe sproporzionate, se confrontate con quelle praticate dalla stessa compagnia per altre destinazioni, anche più lontane”. Nel febbraio scorso il senatore Veraldi del Ppi fece notare che trasferirsi in aereo da Reggio Calabria a Milano, tratta in cui Alitalia e Air One operano in concorrenza, costava allora 99 mila lire. Il biglietto Lametia Terme-Milano costava invece 392 mila lire, perchè su questo percorso opera solo l’Alitalia. Quest’ultima ritiene che i comportamenti contestati non possano essere considerati abusi di posizione dominante.

Intanto i biglietti aerei stanno per diventare più cari per via di nuovi diritti d’imbarco a favore delle società che gestiscono gli aeroporti. Con un decreto ministeriale del 4 novembre scorso è stata infatti introdotta una tassa di 3.500 lire a titolo di copertura dei costi del servizio di controllo sicurezza “relativo al passeggero e al suo bagaglio a mano”. Tale onere, precisa il decreto, viene corrisposto alla società di gestione aeroportuale direttamente dalla compagnia aerea, che incorpora l’onere nel prezzo del biglietto. Ma il ministero dei Trasporti si appresta ad emanare un nuovo decreto, che introduce un altro onere di 3.900 lire per coprire i costi dei controlli relativi al “bagaglio imbarcato” nella stiva dell’aereo.


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