IL CENTRO VITIVINICOLO BRESCIANO AL VINITALY

IL CENTRO VITIVINICOLO BRESCIANO AL VINITALY

di Luigi Del Pozzo

Come da consuetudine anche per l’edizione del 2000, la 34ª, il Centro Vitivinicolo Bresciano sarà presente al più importante appuntamento vinicolo nazionale e fra i più importanti del mondo: Vinitaly. Una presenza che quest’anno, finalmente, dopo anni di infelice dislocazione vedrà il padiglione Lombardia collocato proprio all’ingresso del polo espositivo ospitato in una tensostruttura di circa 5000 metro quadrati.

Fra i protagonisti vi saranno certamente i vini bresciani tradizioni nobili e celebri visto che la loro presenza in molti casi risale a molti secoli orsono. Lo stesso Assessore provinciale all’agricoltura e presidente del Centro Vitivinicolo, Giampaolo Mantelli, ha espresso grande soddisfazione per questa nuova collocazione e soprattutto per la maggior entità di spazi concessi sia all’intera Lombardia sia ai prodotti bresciani.

Ai vini bresciani è stato assegnato nel padiglione Lombardia il 23,2% della superficie subito dopo l’Oltrepò pavese con il 45,0%. Gli stands bresciani, Franciacorta esclusa, raggruppati e coordinati dall’Ente Vini sono 21 ai quali sommati i due spazi istituzionali riservati al Consorzio Tutela Lugana e al Botticino. Giustamente il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha di recente sottolineato che la Lombardia è la regione con maggior numero di DOC con un 7% della produzione nazionale DOC ed un patrimonio produttivo di oltre 27 mila ettari capaci di fornire annualmente oltre un milione e mezzo di ettolitri di vino 800 mila dei quali DOC e DOCG.

“La Provincia di Brescia ha, con il bilancio recentemente approvato per il 2000, dato un ruolo diverso all’agricoltura bresciana che non è esclusivamente quello relativo al comparto agricolo ma da tramite anche per altri argomenti e settori attraverso un rapporto singergico di interventi, non solo di carattere economico, ma anche di coordinamento fra gli Assessori all’Agricoltura, al Turismo, alla Cultura e in parte anche allo Sport, come ad esempio i campi da golf.

Per cui l’agricoltura non è interpretata dalla Giunta Cavalli come un comparto fine a sé stesso, ed utile solo a se stesso, ma come punta dell’iceberg di un ragionamento più comprensivo di indotto economico, programmatorio e di immagine di tutti i settori della provincia di Brescia. Il comparto vitivinicolo della provincia di Brescia è ormai uno dei punti di riferimento di questo ragionamento perchè i numeri, Consorzi, ettari, produzione, fatturato, immagine, turismo enogastronomico, ecc. ci porta a considerare il Vinitaly da un lato come un punto di arrivo di un primo ragionamento e dall’altro come punto di partenza della seconda fase del ragionamento. Attraverso il vino la provincia di Brescia, nel suo insieme, sicuramente riesce a presentarsi oggi con un biglietto da visita del comparto, decisamente diverso da come poteva essere presentata nel passato.

Tutto questo rientra anche nel ragionamento di piano sviluppo rurale che la Ragione Lombardia ha fatto. E proprio al Vinitaly la Regione Lombardia ha voluto mettere a disposizione uno spazio unico per quanto riguarda il settore produttivo enologico.

È un ragionamento politico-programmatorio che la Provincia si è data seguendo la linea programmatoria che la Giunta Formigoni ha messo in campo negli ultimi periodi. Bisogna dare atto anche della volontà dei nostri viticoltori nel mettersi al pari con i tempi in modo da valorizzare non solo il settore vinicolo ma anche dei giovani.

La Giunta Cavalli ha effettuato, nel giro di pochi mesi, uno notevole sforzo riguardante il catasto vitivinicolo provinciale mettendo a disposizione, in pochi mesi, 120 milioni per la sua realizzazione e conclusione che dovrà avvenire entro il duemila.


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