Schiacciate sotto un’autogru, muoiono tre giovani donne

Schiacciate sotto un’autogru, muoiono tre giovani donne

Cronaca

L’utilitaria è rimasta schiacciata, come fosse di latta, sotto il peso dell’autogru. Dal davanti si scorgevano soltanto alcuni pezzi di carrozzeria. In quel mucchio di lamiera, incastrati sotto il camion di più di 200 quintali, i corpi senza vita di tre donne di 23, 33 e 37 anni. E’ la scena che si sono trovati di fronte i soccorritori quando poco prima delle 11 sono arrivati sulla Cispadana, al confine tra Boretto e Gualtieri.

Il conducente dell’autogru, Franco Cavalca, di 65 anni, procedeva verso Parma quando, secondo quanto ricostruito dagli agenti della Polizia municipale della Bassa Reggiana, si è trovato di fronte l’utilitaria, una Fiat Punto, con a bordo le tre donne: due sorelle e un’amica, di origini indiane. Stavano tornando da una lezione di scuola guida a Viadana. Al volante c’era la 37enne Gurdeep Kaur. Per cause ancora da chiarire l’auto ha sbandato e ha invaso la corsia opposta. Il conducente dell’autogru ha provato ad evitarla ma l’impatto è stato tremendo. E il pesante camion ha in pratica inghiottito l’auto non lasciando scampo alle tre donne. I vigili del fuoco, arrivati da Reggio e Guastalla con due mezzi e sette uomini, hanno impiegato parecchio tempo per estrarre i corpi. Si temeva potessero esserci anche dei bambini.

La centrale operativa del 118 ha inviato sul posto, oltre all’ambulanza, anche l’elisoccorso, che però è rientrato senza trasportare feriti. Nel tragico scontro sono morte le due sorelle Kaur, Gurdeep di 37 anni, e Rajandeet di 33 anni, e la vicina di casa Babi Deepika, 23anni appena compiuti. Poco dopo l’incidente sono arrivati anche i parenti delle donne, che sono stati confortati dai sanitari e dagli agenti della municipale. Franco Cavalca, residente a Bagnolo, è stato traspsortato in ospedale sotto choc. Sulla Cispadana è dovuta intervenire un’altra gru per sollevare il camion: soltanto in quel momento i vigili hanno potuto constatare che non c’erano altre persone intrappolate. Il traffico è rimasto bloccato fino al pomeriggio con pesanti ripercussioni.

E’ una famiglia numerosa, che vive nella palazzina al civico 59 della statale 63, subito dopo il ponte sul Crostolo, a Santa Vittoria di Gualtieri. Una delle delle prime a stabilirsi qui. Originari dello stato indiano del Panjab, alcuni dei componenti erano arrivati a Santa Vittoria più di 10 anni fa. Ora sono una famiglia chiusa nel dolore e sconvolta dalla morte delle tre giovani donne. Le due sorelle, Gurdeep e Rajandeet Kaur, avevano sposato a loro volta due fratelli Singh, Kamanjit e Hartret. La prima, 37 anni, lascia due figli di 4 e 12 anni. La seconda, 33 anni, un bimbo di tre. ‘Brava gente, molto integrati’ spiega il sindaco Renzo Bergamini, che appena ha saputo dell’incidente è andato a portare ai parenti il cordoglio dell’amministrazione comunale. Uno dei componenti ha avviato sabato scorso il percorso per ottenere la cittadinanza italiana. Tanto il dolore dei due mariti, uno è accorso sul luogo dell’incidente ed è stato confortato dagli agenti della polizia municipale. Ora dovranno crescere i loro figli senza la mamma. Al piano superiore della stessa palazzina abitava l’amica 23enne Babi Deepika. Anche lei è morta nell’incidente sulla Cispadana. Alcuni dei parenti delle tre famiglie si trovano ancora in India, altri, come la madre delle due sorelle, in Canada. Il Comune li aiuterà a raggiungere l’Italia per i funerali.


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