Adescava ragazzini su Facebook e poi li violentava: arrestato pedofilo

Adescava ragazzini su Facebook e poi li violentava: arrestato pedofilo

di Gabriele Pipia

VENEZIA – «In otto mesi di scuola mio figlio ha perso fiducia in se stesso. È stato azzerato il lavoro di anni e ha scoperto un mondo spietato e maleducato». Maltrattato dai compagni e dalla stessa scuola. L.S., mamma di un quindicenne portatore di handicap, denuncia il Ponti-Lorenz di Mirano. Ma la reggente dell’istituto minimizza la situazione e fa sapere che nei prossimi giorni presenterà la propria versione dei fatti all’Ufficio scolastico territoriale.

L’anno scorso il ragazzino ha frequentato la prima dell’istituto agrario, «ma all’inizio dell’anno scolastico il consiglio di classe ci ha proposto un programma differenziato che, dopo i cinque anni, permette di ricevere un semplice attestato di frequenza anziché un diploma – racconta la madre -. La proposta ha influito negativamente su mio figlio, creando ulteriori disturbi di comportamento e disistima di se stesso».

La denuncia non riguarda solo il percorso scolastico, ma anche il rapporto con compagni ed insegnanti: «Ogni giorno gli sono arrivate pesanti offese da parte dei compagni, che si sono presi gioco di lui arrivando perfino a filmarlo con un cellulare per il solo gusto di deriderlo. Non ho prove documentabili se non i racconti di mio figlio, a cui credo totalmente visto lo stato d’animo con cui tornava a casa. A un certo punto ho categoricamente rifiutato di fargli frequentare la scuola».

Accuse pesanti, a cui se ne accompagnano altre nei confronti di certi professori che l’avrebbero definito “incapace”, trattandolo in modo brusco e maleducato. La madre spiega che non si tratta di un caso isolato e che le famiglie di altri ragazzi disabili la stanno appoggiando in questa denuncia. «Noi speriamo che i nostri figli abbiano il rispetto dovuto, ed esigiamo che non vengano più trattati come animaletti idioti», conclude con rabbia.

La reggente dell’Istituto, Norma Castellarin, assicura che si sta facendo carico della questione: «Il consiglio di classe ha ritenuto opportuno proporre quel programma individuale, ma la madre non era obbligata a firmarlo. Noi sappiamo accogliere e valorizzare i disabili, tanto che abbiamo perfino ricevuto un premio nazionale per i nostri progetti specifici». Ora la parola passa all’Ufficio scolastico territoriale che, nelle prossime settimane, dovrebbe esprimersi ufficialmente sulla vicenda.

Venerdì 23 Settembre 2011 – 10:36 Ultimo aggiornamento: 10:59

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