Escavazioni  Nel  Valdarno

Escavazioni  Nel  Valdarno

12 ottobre ’00

Lunedì 16 ottobre la Regione convocherà la prevista conferenza di acquisizione dei pareri sulla richiesta della ditta Consorzio Cavatori Valdarno e Gori per le modifiche al PRAE dopo il parere del Consiglio Comunale di Terranuova Bracciolini della fine di luglio.

Le modifiche al PRAE avvengono ai sensi della vecchia legge sulle cave LR 36/80 in quanto la Provincia di Arezzo non ha approvato, grazie a scuse formali, il Piano delle Attività Estrattive e di Recupero (PAERP) previsto dalla nuova LR78/98 “Testo unico in materia di cave, torbiere, miniere, recupero di aree escavate e riutilizzo di residui recuperabili” pur avendo già approvato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

La LR 36/80 viene utilizzata anche per la Conferenza di acquisizione dei pareri (convocata appunto il 16 ottobre prossimo) come se negli ultimi 20 anni non fosse successo nulla e comunque prima dell’attuazione del piano stralcio dell’Autorità di Bacino.

Le modifiche proposte non riguardano solo ampliamenti dei confini di cava esistenti ma aree fisicamente separate e con propria delimitazione. Si tratta quindi di vere e proprie varianti da far passare in Consiglio Regionale, come previsto all’art 38 comma 2 della LR 78/98.

Quattro delle cinque varianti richieste più una strada camoniabile di servizio si trovano all’interno dell’area contigua della Riserva Naturale della Bandella, istituita nel 1996.

La Provincia di Arezzo non ha ancora approvato il relativo Regolamento della Riserva, pronto da molto tempo, che vieta l’apertura di nuove cave e l’ampliamento di quelle esistenti. Ciò ha permesso l’apertura di diverse cave, alcune a filo del confine della riserva, e consente inoltre le nuove richieste di cui siamo a discutere.

Il Gruppo VERDI ­ Toscana Democratica ha presentato un’interrogazione (allegato) dove il Capogruppo FABIO

ROGGIOLANI pone due questioni e chiede una moratoria fino alla armonizzazione degli strumenti relativi alle attività estrattive o comunque “

se non crede che occorra ripristinare la regola di non incrementare nessuna attività estrattiva fino a che la Regione non avrà elaborato il nuovo PRAER con la stima del fabbisogno complessivo dei materiali da estrarre e


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