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Autore: Fiere di Reggio Emilia

Mariano Pieroni

Mariano Pieroni

Mariano Pieroni è nato a Barga (Lucca) nel 1937; vive e lavora a Solbiate Arno (Varese).

Ideologo del movimento dimensionista, ha fatto parte di gruppi storici dell’area lombarda: L.A.D.P.D.V. – I Besnatesi – Porta Ticinese – Centro documentazione arte Varese. Dal 1952 al 1966 vive a Firenze e frequenta gli studi di Rosai, Grazzini, Conti, la scuola libera del nudo presso l’Accademia di Belle Arti diretta da Giorgio Settala; è allievo di Silvio Polloni, e attorno al 1954 entra come allievo nello studio di Pietro Annigoni. Tra i suoi maestri Ugo Seravalle (post-macchiaiolo) ed Emanuele Zambini (scultore). Di prima formazione figurativa tradizionale macchiaiola, passa, dopo la scuola del nudo all’Accademia di Firenze, all’informale, all’Astratto adottando varie tecniche come il collage, il frottage ed altro. Nel 1966 si trasferisce in Belgio a Liegi e lavora nello studio di André Junkers (ceramica e scultura); dopo otto mesi torna in Italia e risiede in Solbiate Arno.

Dal 1970 ad oggi ha tenuto più di 50 personali in Italia e all’estero; ha vinto numerosi premi ed ha partecipato a collettive, su invito, organizzate da noti critici d’arte. Ha eseguito opere pubbliche commissionate da città e comuni: affreschi e sculture, ceramiche, vetrate, opere in ferro, materiale plastico e bronzo. Sue opere si trovano in numerosi musei italiani e stranieri europei e delle Americhe. Attualmente è animatore di un gruppo denominato Linea confinaria. Elio Sparano e Rolly Cannara gli hanno dedicato due ampi servizi documentari televisivi Rai 1 (TG 1 Cronache 1978).

Testimonianze e testi, tra gli altri di: Silvio Zanella, Franco Solmi, A. M. Ruisaard, Enrico Bai, Marco Rosci, Franco Passoni, Luigi Carluccio, Mario Pistono, Elio Bertolazzi, M.L. Stellato, ecc.. Da una presentazione di Franco Solmi

E’ per una dilatazione nella dimensione del non detto e dell’indicibile che si giustifica, del resto, l’aura metafisica rilevata …

Treviso. “Chi l’ha visto?” a Montebelluna per trovare uno scomparso di 55 anni fa

Treviso. “Chi l’ha visto?” a Montebelluna per trovare uno scomparso di 55 anni fa

di Elena La Terza

ROVIGO – Associazioni no-profit e sportive nel mirino degli 007 dell’Agenzia delle Entrate di Rovigo. L’obiettivo è quello di stroncare il fenomeno delle “sponsorizzazioni false” e di verificare il corretto invio all’Agenzia dei dati che permettono alle società di ottenere benefici fiscali.

Non ci sono solo i vip (o presunti tali) di Cortina nel mirino del Fisco. In un periodo nel quale i controlli sono sempre maggiori e la lotta all’evasione fiscale si fa sempre più dura, anche in provincia di Rovigo sono partite le verifiche, tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. Non sembra trattarsi di controlli a tappeto, ma di verifiche che avvengono a campione ogni anno e che impegnano i funzionari per al massimo un paio di giorni per ogni società.

Ma gli 007 del Fisco non sembrano voler dare tregua ai furbetti. Dopo le verifiche delle emissioni degli scontrini nei bar e nei locali degli spritz, adesso è arrivato il momento di controllare se anche i responsabili di associazioni sportive e di volontariato abbiano tutto in regola. Indirettamente, il controllo arriva anche alle aziende, dato che uno degli obiettivi è quello di reprimere in modo forte e preciso un fenomeno che pare essere molto in voga soprattutto tra le piccole società sportive: si tratta delle false sponsorizzazione, che vedrebbero come protagonisti l’associazione e l’azienda sponsor della squadra.

In pratica la truffa avverrebbe quando la somma versata dalla ditta alla società viene poi restituita (quasi sempre si tratta di una restituzione dell’85-90 per cento) sottobanco, permettendo all’azienda di crearsi una provvista di “nero”. In parole povere: l’associazione guadagna quel poco che le permette di sopravvivere e la ditta scarica al fisco una cifra non reale, avendo allo stesso tempo un beneficio diretto e uno indiretto che permette di mettere in atto …

In Ogliastra, sulle tracce di Jack London

In Ogliastra, sulle tracce di Jack London

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21:12 – lunedì 06 settembre 2010

Marco Paolini

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In Ogliastra, sulle tracce di Jack London

Poco tempo fa ci capitò di ascoltare un primoassaggio del nuovo lavoro di Marco Paolini dentro, attorno, attraverso l’opera di Jack London. Era un racconto, Preparare un fuoco (To build a fire del 1902, nella bella traduzione di Davide Sapienza), reinventato com’è nello stile dell’attore e autore veneto, tratto dal grande repertorio dello scrittore di Zanna Bianca. Ed è bello, quasi un privilegio, scoprire come Paolini continui in questo viaggio nelle architetture verbali e narrative dell’americano.

Così, fatto il passo successivo, i racconti sono diventati tre: Paolini ha presentato due nuove tappe di questo percorso in un clima che ben si addiceva al gelo del Klondike, ambientazione prediletta da London. Una gelida e inattesa tramontana, infatti, sbatteva sulle montagne sarde dell’Ogliastra, nello spazio suggestivo della Stazione dell’Arte di Ulassai: ma il pubblico, coraggiosissimo, stretto in coperte di lana o sacchiapelo, ha retto lo sbalzo di temperature, e ha sfidato i dieci gradi stringendosi attorno al narratore, cerimoniere della serata, con grande affetto e attenzione.

Va detto che il pubblico del festival Ogliastra Teatro, organizzato con determinazione e entusiasmo dalla compagnia cagliaritana Cada Die, è davvero straordinario: si arrampica (letteralmente, in qualche caso) sulle aspre alture di questa bellissima provincia sarda, che aveva ispirato anche i disegnatori di Tex Willer, e segue con passione le proposte di una rassegna che ha infilato una serie di appuntamenti decisamente intriganti. Marco Paolini ha dunque presentato Uomini e Cani, filiera di racconti in cui Jack London si ritrovava – come dice il narratore nell’esilarante finale – sempre nel “ruolo del cane”.

Cane che …

Venezia. Venditori abusivi scappano, travolgono una donna e la feriscono

Venezia. Venditori abusivi scappano, travolgono una donna e la feriscono

14/06/2007 a cura di Giulio Zucchini

Sono passati ormai molti anni da quando il giovane Salvatore Ferragamo partì da Napoli per affermarsi come lo stilista delle calzature di Hollywood. Ma oggi è a Tokyo che la maison Ferragamo ha trovato uno dei suoi migliori acquirenti. Infatti oltre il 23% dell´intero fatturato del 2006 – pari a 630 milioni di euro – è proveniente proprio dal mercato giapponese.

Il 17 maggio scorso ha visto per la prima volta sfilare Ferragamo sulla passerella di Tokyo in occasione della presentazione della nuova collezione autunnoinverno 2007. All´interno della Roppongi Hills Gallery un pubblico estremamente selezionato, tra cui la principessa imperiale Takamado, ha potuto apprezzare il talento di Graeme Black per la collezione Donna e di Massimiliano Giornetti per l´Uomo.

Certamente imporsi sul mercato giapponese rimane una priorità. Attualmente sono 75 i negozi presenti sul territorio giapponese e portare la collezione a Tokyo significa marcare in maniera indissolubile quella che si prospetta una lunga storia d´amore tra la maison Ferragamo e il Giappone.

Ma anche gli States non sembrano indifferenti al successo di Ferragamo. Infatti il 50% del fatturato proviene dall´area dollaro americano e il 21 maggio 2007 Wanda Ferragamo Miletti, moglie di Salvatore, ha ricevuto dal Fashion Institute of Technology della State University of New York una laurea honoris causa in Belle Arti.

Non a caso, in occasione dell´incontro del 9 giugno, il premier Romani Prodi ha regalato a Bush un set di cravatte Ferragamo. Sfortunatamente il Presidente degli Stati Uniti si è limitato ad un atlante del National Geographic ed un rosario Tiffany per la moglie, la quale ha risposto con una borsa Tod´s per la first lady americana. Job Opportunities

Copyright © 2005 Radio Time S.r.L – FashionFm è una testata registrata presso Tribunale di Bologna Aut.Nr.7561 del 08/07/2005

Tutti i diritti …

EMAK: Schroders entra nella compagine sociale con una quota rilevante superiore al 2%

EMAK: Schroders entra nella compagine sociale con una quota rilevante superiore al 2%

lunedì 15 novembre 2004, ore 16.24

EMAK: Schroders entra nella compagine sociale con una quota rilevante superiore al 2%

EMAK S.p.A., leader in Italia coi marchi Oleo-Mac ed Efco nel settore delle macchine portatili con motore a scoppio per il giardinaggio e l’attività forestale, rende noto che l’investitore istituzionale Schroders Investment Management Ltd è entrato nella compagine sociale con una quota rilevante pari al 2,01% del capitale sociale. Schroders è tra i principali investitori stranieri operanti anche in Italia e come risulta dalla dichiarazione rilasciata a Consob detiene in portafoglio un numero pari a 555.078 azioni del capitale sociale di Emak, la quota fa capo ai fondi comuni del gruppo inglese. La società di Reggio Emilia, quotata al segmento STAR, della Borsa Italiana sottolinea l’ingresso di Schroders come un segnale della fiducia degli investitori istituzionali nelle potenzialità di crescita del Gruppo, come dichiarato dal vice Presidente e direttore amministrativo e finanziario Aimone Burani. “Consideriamo l’ingresso di Schroders nella compagine sociale come il riconoscimento delle potenzialità del Gruppo, questo ci rafforza ulteriormente nel perseguire gli obiettivi di creazione del valore che ci siamo dati.” Gruppo Emak, dati economici nei primi nove mesi del 2004 Le vendite nei primi nove mesi del 2004 sono state pari a 123,6 milioni di euro in rialzo del 4,6% rispetto a 118,2 milioni di euro del pari periodo 2003. Il margine operativo lordo nei primi nove mesi del 2004 è risultato di 18,2 milioni di euro, pari al 14,8% dei ricavi, rispetto ai 19,6 milioni di euro del pari periodo 2003. Il risultato operativo relativo ai primi nove mesi del 2004 ha totalizzato 13,8 milioni di euro, pari al 11,1% dei ricavi, contro 15,1 milioni di euro, pari al 12,8% dei ricavi del pari periodo 2003. L’utile ante imposte su nove mesi è così risultato di …

Le ragazze del Canossa alle Nazioni Unite

Le ragazze del Canossa alle Nazioni Unite

Attualità

Ciascuno di noi è intriso di stereotipi, dice il video ‘Attento a come parli’, stereotipi che affondano sia chi li vive da vittima sia chi li vive da carnefice. Quattro minuti che si sono conquistati il primo premio del concorso ‘Plural+’, una competizione tra cortometraggi di tutto il mondo indetta nientemeno che dall’Alliance of Civilitazions delle Nazioni Unite. Le protagoniste di questo successo sono trenta ragazze, le alunne dell’ex 5H dell’indirizzo sociopsicopedagogico del Matilde di Canossa di Reggio, che lo scorso anno scolastico si sono impegnate sul tema del pregiudizio razziale attraverso laboratori e confronti.

Le giovani sono state supportate dall’associazione interculturale Mondinsieme. Emozionata la preside dell’istituto, Lorella Bonicelli, nell’annunciare la vittoria. L’impegno delle ragazze ora si concentrerà nella raccolta fondi per riuscire a pagarsi il viaggio a New York, dove il 6 dicembre ritireranno il premio. Ad attenderle ci sono le tappe ad Ellis Island e Little Italy, per studiare il fenomeno dell’emigrazione italiana in America. Il premio finale per le ragazze sarà poi la partecipazione alla Conferenza permanente degli operatori audiovisivi dei Paesi del Mediterraneo il prossimo marzo.

E il Coro e l’Orchestra giovanile dell’Istituto Superiore Achille Peri hanno eseguito questa mattina l’Inno nazionale davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Teatro Eliseo di Roma, dove si tenevano gli Stati Generali della cultura. Il sindaco di Reggio, Graziano Delrio, esprime la propria soddisfazione. ‘Sono molto orgoglioso dei nostri giovani dell’Istituto musicale – afferma il sindaco – che si sono esibiti davanti al Presidente e a un folto pubblico suonando con entusiasmo e professionalità. Con la loro presenza hanno dimostrato che la cultura è qualcosa di più di una perfetta esecuzione, è la volontà, nonostante tutte le difficoltà e la mancanza di risorse, di ripensarsi e di trovare nuovi percorsi’.…

Invenzioni Biotech: La Divisione Di Opposizione Interpreta Restrittivamente Le Regole Sull’applicazione Industriale

Invenzioni Biotech: La Divisione Di Opposizione Interpreta Restrittivamente Le Regole Sull’applicazione Industriale

Invenzioni biotech: la Divisione di Opposizione interpreta restrittivamente le regole sull’applicazione industriale

In una delle prime decisioni in cui l’Ufficio Europeo dei Brevetti applica la regola 23e della CBE introdotta in accordo con la Direttiva 98/44, la Divisione di Opposizione sembra estremamente prudente nel valutare l’applicazione industriale nel caso di invenzioni biotecnologiche.

La Regola 23e della Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE), che parafrasa l’Articolo 5(3) della Direttiva 98/44 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, stabilisce che “l’applicazione industriale di una sequenza o di una sequenza parziale di un gene [umano] dev’essere concretamente indicata nella richiesta di brevetto”.

Una decisione emessa dalla Divisione di Opposizione dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (UEB) il 20 giugno 2001 e pubblicata nella GU UEB 6/2002 fa intendere chiaramente in quale modo tale norma sia stata recepita dall’UEB.

Secondo la Divisione di Opposizione, perché una sequenza nucleotidica possa soddisfare il requisito dell’applicazione industriale non è sufficiente dimostrare che detta sequenza nucleotidica codifichi una sequenza di amino acidi specifica e definita.

Né possono essere considerate, come base affidabile per riconoscere l’applicazione industriale, le attività o funzioni potenziali della proteina codificata (per esempio il fatto che questa sia un recettore) a meno che tali attività o funzioni vengano effettivamente e plausibilmente dimostrate (per via sperimentale).

Da questa decisione sembra di capire che la Divisione di Opposizione stia applicando criteri ancora più restrittivi di quelli stabiliti dalla Direttiva 98/44 per l’interpretazione del concetto di applicazione industriale. Infatti il Considerando 24 recita “affinché sia rispettato il criterio dell’applicazione industriale occorre precisare, in caso di sequenza parziale di un gene utilizzata per produrre una proteina o una proteina parziale, quale sia la proteina o proteina parziale prodotta o quale funzione essa assolva”. Appare evidente dal testo che la semplice precisazione o definizione della proteina codificata dovrebbe costituire già una indicazione di applicazione …

Oasi Wwf Di Tirrenia

Oasi Wwf Di Tirrenia

PISA / Comunicati Stampa

Comunicato Stampa dell’Assessore all’Ambiente e alle Politiche Energetiche della Provincia di Pisa, Terenzio Longobardi: Le norme del Piano di gestione del Parco relative all’Oasi WWF di Tirrenia vanno cambiate .

Il Piano di gestione delle Tenute di Tombolo e Coltano presentato in questi giorni dal Parco contiene delle previsioni di intervento sulle dune interne all’Oasi del WWF a Tirrenia che rischiano di alterare l’equilibrio ambientale di uno dei pochi tratti del litorale pisano non ancora urbanizzato. La Provincia di Pisa contribuì finanziariamente nel 1997 per la realizzazione dei due sentieri natura che vanno da via del Tirreno verso il mare: si tratta dei due percorsi pedonali che nella cartografia del piano di gestione diventerebbero carrabili. Inoltre, sono previsti due NUOVI passaggi, indicati sia nel testo che nella cartografia del piano di gestione, per accedere agli stabilimenti balneari esistenti. In base alle previsioni del piano si avrebbero in totale, ben 4 diversi accessi, all’interno dell’Oasi WWF (ci sono poi quelli del Lido dei Carabinieri e degli USA, attualmente gia’ carrabili).

Le dune sabbiose sono un ecosistema di grande interesse naturalistico per la rarità e la bellezza delle piante che vi dimorano e per la funzione che svolgono a difesa del litorale dai venti e dal salmastro.

L’oasi WWF, istituita nel 1997 ha come obiettivo prioritario la conservazione e la valorizzazione di questo ambiente. Inoltre l’Oasi consente di proteggere uno dei pochi lembi di spiaggia libera, non occupata da stabilimenti balneari. Il WWF in questi anni, grazie all’impegno volontario dei suoi militanti e sopportando anche ripetuti atti vandalici di cui è stata oggetto l’oasi, ha provveduto a mantenere e curare le dune e a pulire periodicamente dai rifiuti l’intera area, svolgendo pertanto un’opera pienamente meritoria.

Spero pertanto che il Parco, in ossequio al concetto di “tutela assoluta” dell’area …

Treviso. Cerca lavoro come ragioniera, le offrono di diventare massaggiatrice

Treviso. Cerca lavoro come ragioniera, le offrono di diventare massaggiatrice

06/02/2007 a cura di Maria Grazia Coggiola

In vendita marchi Parah e Cotton Club

Fino a pochi anni fa in India la parola “lingerie” era pressoché sconosciuta.

Per le donne indiane acquistare o solo provare un reggiseno era un´esperienza imbarazzante soprattutto quando dietro il bancone c´era un uomo come commesso. Ora invece il mercato della biancheria intima femminile è uno dei più promettenti con un tasso di crescita annua di circa il 40% ed ha cominciato ad attirare i grandi nomi internazionali dell´intimo.

A fare da pioniere è stato il gruppo tessile Oswal, uno dei più grandi dell´India settentrionale che ha la base nel ricco stato del Punjab, che ha creato la catena dell´intimo Straps.

Si tratta di negozi specializzati dove si può trovare “under one roof” tutte le grandi marche internazionali della lingerie, come Triumph, Lovable, Vanity Fair, Enamour e Wonder Bra. Con in più dei camerini accoglienti e personale, femminile naturalmente, in grado di dare consigli su taglie e modelli.

Da circa un anno nei negozi Straps si trova anche la collezione intimo della Parah, uno dei principali marchi italiani di reggiseno e costumi da bagno famosi per il loro intricati disegni e per la qualità delle rifiniture. Oltre a Parah è stato lanciato da alcuni mesi anche un´altra griffe italiana, la Cotton Club.

I negozi Straps (prima noti con il nome decisamente meno attraente di Sensa) sono attualmente 15 sparsi tra New Delhi, Ahmedabad, Bangalore e Bombay.

Ma è solo l´inizio. Nei prossimi mesi ne saranno inaugurati una trentina, come afferma in questa intervista a FashionFm la responsabile della promozione Shruti Singh.

Il gruppo Oswal, che ha anche un´altra catena commerciale, AOS, dedicata all´abbigliamento sportivo e casual, si è prefissato come obiettivo 160 punti vendita Straps nei prossimi due anni. Job

Copyright © 2005 Radio Time S.r.L …

Anche I Soggetti Extraeuropei Possono Accedere Alla Procedura Di Risoluzione Di Dispute Relative A Domini “.it”

Anche I Soggetti Extraeuropei Possono Accedere Alla Procedura Di Risoluzione Di Dispute Relative A Domini “.it”

Anche i soggetti extraeuropei possono accedere alla procedura di risoluzione di dispute relative a domini “.IT”

La procedura per la risoluzione di dispute relative a domini italiani recentemente adottata dalla Registration Authority (vedi notizia a parte) è già stata applicata in diversi casi dagli enti conduttori incaricati, dando luogo alle prime decisioni. Fra queste, quella nel caso Mastercard è particolarmente interessante.

La procedura di risoluzione di dispute (detta Mandatory Administrative Procedure o MAP) prevede che chiunque può contestare la validità di un nome a dominio “.IT” se:

il dominio è identico a un marchio, o simile al punto di risultare ingannevole;

il dominio consiste in uno o più nomi ai quali il titolare del dominio non ha alcun diritto;

il dominio è stato registrato e usato in mala fede.

La Mastercard International, titolare di registrazioni per il marchio di parola “mastercard”, aveva dimostrato l’esistenza delle tre condizioni di cui sopra, e richiesto la riassegnazione oppure la cancellazione del nome a dominio mastercard.it. Il collegio arbitrale ha però dovuto risolvere innanzitutto tre questioni relative all’interpretazione di norme procedurali. Le risposte del collegio sono particolarmente interessanti per i soggetti non appartenenti all’Unione europea.

Il primo problema riguarda l’applicabilità del MAP, che non può essere instaurata, o se instaurata viene interrotta, qualora vi sia un giudizio in pendenza riguardante il nome a dominio in questione. Il collegio ha stabilito che è necessario che vi sia una vera e propria litispendenza ai sensi del Codice di procedura civile, ossia che l’atto di citazione risulti essere stato notificato. La semplice consegna all’ufficiale giudiziario di un atto di citazione non può essere motivo sufficiente per evitare l’applicazione del MAP.

Il secondo problema nasceva dal fatto che la Mastercard International è una società statunitense e quindi il collegio arbitrale ha quindi dovuto decidere se un soggetto cui …

Il comandante della Finanza al mercato del pesce di Rialto: «Non ho visto scontrini»

Il comandante della Finanza al mercato del pesce di Rialto: «Non ho visto scontrini»

anche a me non convince

la risposta della redazione. Perchè IO,NOI dovremmo vergognarci? non ho seguito più di tanto il processo e tutta la vicenda, ma mi sono sentita sollevata dalla sentenza: come si fa a mandare all’ergastolo senza PROVE? si è tenuto conto di prove peritali ritenute inoppugnabili, per poi essere smentite sonoramente da altre prove peritali. Leggerezza? incompetenza? Aspettiamo che vengano rese pubbliche le motivazioni della sentenza, per capirne un po’ di più. Intanto rendiamoci conto che il delitto non è impunito: c’è già il Guede in carcere, con condanna a 30 anni e rito abbreviato. Se era innocente, avrebbe accettato il rito abbreviato? E’ acclarato ‘il concorso di altri’ nell’omicidio, si cerchino ‘gli altri’! Anche nel delitto Pasolini il Pelosi venne condannato con il concorso di altri, che nessuno poi ha mai cercato (ragioni poilitiche?). Anche nel processo a Pacciani, costui venne prima condannato all’ergastolo, se non sbaglio, ma poi assolto in altro livello processuale. Voglio dire: questi sono i percorsi della Giustizia, per fortuna ci sono i 3 gradi di giudizio e questo processo non è il primo che si risolve così. Fa tanto clamore perchè i media (di almeno tre nazioni) ci hanno subissato e tormentato per anni per sensazionalismo e appagando curiosità morbose di molta gente. Quanti altri delitti di ragazze massacrate sono rimasti impuniti e sconosciuti al popolo, perchè non facevano notizia?

commento inviato il 06-10-2011 alle 10:40 da giovanna

se “resta una profonda sensazione di ingiustizia” non credo sia colpa mia, anzi. Per quanto converrebbe a me (e alla comunità), pretenderei a questo punto un processo ai giudici e alla Polizia, in quanto hanno sbagliato o “questi” o quelli “di prima”.

Nel frattempo, non dimentichiamoci che la furba Amanda ha mandato in prigione il povero Lumumba, sconvolgendo lui e famiglia.

“Foxy Knoxy” …

Indagine Antitrust Contro L’alitalia

Indagine Antitrust Contro L’alitalia

Aperti due dossier su tariffe e agenzie

ROMA (e. bor.) – L’Alitalia è nel mirino dell’Antitrust, che ieri ha avviato due istruttorie, perchè le tariffe per Lametia Terme sono troppo care e le agenzie di viaggio vengono fidelizzate con sistemi incentivanti. Intanto sui biglietti aerei sta per abbattersi un’altra tassa, 3.900 lire per ogni bagaglio imbarcato, che andrà ad aggiungersi alle 3.500 lire che i passeggeri con bagaglio al seguito sdevono pagare per coprire i costi relativi al servizio di sicurezza, che non viene più effettuato dalla polizia di Stato, bensì da privati. Facendo un pò di conti, questi due “supplementi sicurezza” consentiranno alla società che gestisce Fiumicino e Ciampino – Aeroporti di Roma – di incassare circa 90 miliardi l’anno, contro un costo del servizio sicurezza che gli esperti valutano poco più di 10 miliardi.

L’Antitrust ha avviato l’istruttoria sull’Alitalia per accertare l’eventuale violazione delle leggi nell’attività svolta a Lametia Terme. La delibera dell’Antitrust accenna alle denunce del Codacons, dei parlamentari Giuseppe Galati e Donato Veraldi e di numerosi sindaci calabresi, secondo le quali “l’Alitalia, approfittando della posizione monopolistica detenuta sulla rotta Lametia Terme-Milano, applicherebbe tariffe sproporzionate, se confrontate con quelle praticate dalla stessa compagnia per altre destinazioni, anche più lontane”. Nel febbraio scorso il senatore Veraldi del Ppi fece notare che trasferirsi in aereo da Reggio Calabria a Milano, tratta in cui Alitalia e Air One operano in concorrenza, costava allora 99 mila lire. Il biglietto Lametia Terme-Milano costava invece 392 mila lire, perchè su questo percorso opera solo l’Alitalia. Quest’ultima ritiene che i comportamenti contestati non possano essere considerati abusi di posizione dominante.

Intanto i biglietti aerei stanno per diventare più cari per via di nuovi diritti d’imbarco a favore delle società che gestiscono gli aeroporti. Con un decreto ministeriale del 4 novembre scorso è stata infatti …

Fini apre la convention di Futuro e libertà

Fini apre la convention di Futuro e libertà

di Maurizio Dianese

VENEZIA – «Non sono un santo, ma nemmeno un mafioso. Dalle nostre parti si dice “pulito come l’ostia”. Ecco: io dico “pulito” e non vado più in là con i paragoni. Ma pulito sì. E questa storia mi ha distrutto la vita. Mia e dei miei cari. Ma se io fossi quello che dipingono, vi sembra che sarei qui a parlare?»

Ecco, appunto, perché ha deciso di farsi intervistare?

«Perché sono stanco di essere perseguitato. Sono rovinato, nessuno mi dà più lavoro. Sono costretto a vendermi quello che ho messo da parte in questi anni. E tutto per un solo episodio. Un imprenditore per il quale avevo lavorato e dal quale avanzavo dei soldi, che ha deciso di togliermi di mezzo denunciandomi. E con l’accusa di usura sono finito dentro. Un unico episodio, ripeto, mai avuto a che fare con la giustizia né prima né dopo.»

Le apparenze raccontano un’altra storia. E sono tutte contro Luciano Donadio, 46 anni, originario di Casal di Principe, il paesino di 20 mila anime della Campania che è diventato famoso in tutto il mondo con il libro Gomorra di Saviano il quale ha raccontato le gesta del cosiddetto “clan dei casalesi”. Ebbene Luciano Donadio con i suoi anelli, il braccialetti, l’orologio d’oro sembra lo stereotipo del camorrista. Anche il modo di parlare, irruento e allo stesso tempo accattivante, fa venire in mente il clichè del mafioso. Per i carabinieri, che lo tengono d’occhio da un bel po’, Donadio è il capo dei casalesi ad Eraclea. Questa è l’apparenza. Veniamo ai fatti.

I casalesi – intesi come originari di Casal di Principe – sono una mezza dozzina, ad Eraclea – ma la “colonia” dei campani tra San Donà e il litorale, conta parecchie centinaia di persone. Lavorano tutti nell’edilizia e qui ne …

L’ Azione Dell’ On. Monica Frassoni

L’ Azione Dell’ On. Monica Frassoni

IS ARENAS E’ PATRIMONIO DELL’ UNIONE EUROPEA

La deputata Verde al Parlamento Europeo Monica Frassoni (nella foto)

ha presentato , mercoledi’ 27 ottobre 1999 un’ interrogazione alla Commissione Europea per chiedere un intervento rapido contro il progetto di sviluppo immobiliare a Is Arenas.

” La Regione Sardegna e’ doppiamente responsabile nella vicenda di Is Arenas”- dichiara l’on. Frassoni.”Siglando un accordo per la costruzione di mezzo milione di metri cubi di cemento si condanna a morte una zona bellissima riconosciuta di importanza internazionale dalla rete europea Natura 2000″.

Con l’interrogazione, si mira innanzitutto ad ottenere una valutazione dell’ impatto ambientale del progetto.

Le autorita’ competenti non possono sottrarre a tale procedura un progetto per il quale si prevede un impatto ambientale importante a causa delle sue dimensioni e della sua ubicazione. “La Corte di Giustizia Europea ha statuito chiaramente (con sentenza C-435/97 del 16 settembre 1999)sulla questione della discrezionalita’ in materia di valutazione d’impatto,-conclude l’europarlamentare.

“Quando un progetto e’ importante ed interessa un’area sensibile e’ necessario attivare la procedura.E ritengo che questo sia il caso di Is Arenas”.

Is Arenas ha bisogno di una politica di sviluppo meno aggressiva e piu’ compatibile con la sua eccezionalita’ ambientale e paesaggistica; sarebbe percio’ necessario una revisione dell’ Accordo di programma con la societa’ Is Arenas in vista della promozione di un turismo ecologico.

Successivamente alla presentazione di questa e di altre interrogazion la Commissione Europea, attraverso il Commissario per l’ ambiente (la svedese Margot Wallstrom) ha formalmente aperto una procedura d’ infrazione per violazione del diritto comunitario contro l’ Italia.

L’ accusa e’ infatti che la Regione Sardegna ha gia’ rilasciato numerose autorizzazioni senza effettuare preventivamente la Valutazione d’ Impatto Ambientale.

Inoltre la Commissione ha bloccato il finanziamento pubblico da 14 miliardi , gia’ assegnato dal Patto Territoriale della Provincia di Oristano alle …

Orchestra Mendelssohn a Campodolcino

Orchestra Mendelssohn a Campodolcino

Giovane direttore d´orchestra e compositore italiano. Dopo aver diretto una produzione della

Traviata presso il Teatro Sociale di Biella ed il Teatro dell´Opera del Casinò di Sanremo nel mese di Maggio 2013, ha recentemente diretto i concerti finali degli allievi della masterclass di canto Montalto Opera Studio 2013 tenuta dal docente Delfo Menicucci e dal soprano Luciana Serra, in un repertorio costituito da scene tratte dalla trilogia popolare verdiana. È stato assistente di Maurizio Benini per la produzione del Don Carlo di Verdi (versione in 4 atti), presso il “Theatre du Capitole” di Toulouse nel mese di Giugno 2013. Inoltre, su richiesta di Alfonso Caiani, ha collaborato con il medesimo teatro come direttore del coro di voci bianche del Capitole, in un concerto monografico dedicato a Benjamin Britten. Numerose le esperienze come direttore di ensemble strumentali più piccoli, fra cui la rappresentazione dei due intermezzi buffi di G. Battista Pergolesi La serva padrona e Livietta e Tracollo, con la ripresa dal vivo del concerto ad opera del regista televisivo Paul Philip Carter, presso il Teatro del Palazzo del Parco di Bordighera, nel mese di Febbraio 2012. Nello stesso teatro dirigerà nel mese di marzo 2014 la Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini nella versione originale del 1863, con al pianoforte un solista d´eccezione quale Massimiliano Damerini. Ha collaborato, in qualità di direttore musicale e

concertatore, con il progetto “Ligeia, Orchestra Giovanile del Ponente Ligure”, da lui diretta nel corso dell´anno 2013 in Bosnia, nel Teatro Statale di Banja Luka ed in numerosi teatri italiani, esibendosi anche a fianco dell´attore Enrico Beruschi. Dal 2013 è direttore musicale e socio fondatore dell´Orchestra Sinfonica Mendelssohn, con la quale si esibisce regolarmente in concerti sinfonici e operistici, collaborando con solisti come Massimo Anfossi, Massimiliano Damerini, Leonard Simaku, Filippo Pina Castiglioni, Fiorella Di Luca, Giorgio …

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